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Le aziende acquedottistiche possono chiedere un aumento tariffario fino ad un massimo del 5‰ . Lo ha deciso il Comitato interministeriale per la programmazione economica (CIPE) con una delibera pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 26 marzo scorso contenente direttive per le “tariffe per i servizi di acquedotto, fognatura e depurazione”. L’incremento tariffario può essere concesso in base ai seguenti requisiti:
1)     presentazione all’ente competente e a questo Comitato di una relazione sulla gestione per il periodo 2003/2007, redatta secondo il formulario riportato in allegato 1;
2)     certificazione, da parte del rappresentante legale dell’azienda o ente gestore del servizio idrico, del superamento del minimo impegnato, di cui alla delibera CIPE n. 52/2001, o delle modalità atte ad eliminarlo comunque entro il 31 dicembre 2010;
3)     dichiarazione da parte del rappresentante legale dell’azienda o ente che gestisce il servizio idrico, nella richiesta di adeguamento tariffario di cui sopra, del valore assunto dal coefficiente di interruzione del servizio, Int, nel territorio servito dall’azienda.
 
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