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TARES: LA NOTA DEL COMUNE E' UNA NOTA STONATA, L'UNC INVITA ALLA PRECAUZIONE ANCHE PER IL CARNEVALE

 
STORICA SENTENZA DELL'UNC SUI CONTRIBUTI DEI CONSORZI DI BONIFICA: "NESSUN PAGAMENTO SENZA BENEFICI" Stampa
 E’ quanto sostenuto da sempre dall’Unione Nazionale Consumatori Calabria, con articoli pubblicati sulla stampa locale, nel 2009, nel 2010 e nel 2013, anche se adesso a ribadirlo, interviene la Commissione Tributaria Provinciale di Reggio Calabria, con una sentenza che può definirsi senza alcun dubbio “storica” e che sicuramente avrà ricadute positive sui successivi ricorsi in materia di contributi consortili.

Il ricorrente, in data 22.11.2012 notificava al Consorzio di Bonifica Tirreno Reggino e alla SO.G.E.T.  S.p.A. ricorso, che depositava presso la Commissione Tributaria Provinciale di Reggio Calabria, avverso sollecito di pagamento del contributo consortile, deducendo il difetto di motivazione dell'atto, l’infondatezza della pretesa e pertanto l’annullamento dello stesso.

Il Consorzio di Bonifica Tirreno Reggino si costituiva in giudizio con memoria depositata, chiedendo che fosse affermata la fondatezza della pretesa del pagamento e  la legittimità del proprio operato, sostenendo che: “in virtù dell’art. 23 della legge regionale 11/2003, comma 1 lett. a, il contributo consortile è dovuto per le spese afferenti il conseguimento dei fini istituzionali dell’Ente indipendentemente dal beneficio fondiario”.

Di tutt’altro avviso la tesi sostenuta dall’Avv. Giuseppe Cotroneo, legale dell’Unione Nazionale Consumatori Calabria, il quale in un’articolata memoria difensiva a tutela del ricorrente e richiamando varie sentenze in merito, ha ribadito la illegittimità della pretesa di pagamento del contributo consortile rivendicato dal Consorzio di Bonifica, sul presupposto che nessun beneficio o miglioria era stato arrecato al terreno di proprietà dello stesso. 

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BOLLETTE DELL'ACQUA: LE SENTENZE SPETTANO AI GIUDICI Stampa
 Un antico proverbio recita: “ non c’è peggior sordo di chi non vuole sentire”, ed è proprio ciò che sta avvenendo in questi giorni in città, in merito alle bollette/fatture recapitate ai cittadini, sostiene l’Avv. Saverio Cuoco presidente regionale dell’Unione Nazionale Consumatori Calabria, si continuano infatti a chiedere importi spropositati sia in relazione alla qualità dell’acqua erogata, sia adottando nella stragrande maggioranza dei casi, criteri presuntivi illegittimi che non tengono conto assolutamente dell’effettivo consumo della stessa.

A tale riguardo, non è dato sapere, al di fuori di alcune zone ben individuate di Archi, Catona e Pellaro, dove vigono le ordinanze di non potabilità dell’acqua, i valori accertati nelle altre zone e vie del comprensorio Reggino, poiché non solo non è stata mantenuta la promessa della terna Commissariale, pur esternata in presenza di diversi rappresentanti della associazioni dei consumatori, di prorogare il precedente dimezzamento del canone idrico approvato qualche anno addietro e per diverse strade della città, ma soprattutto conoscere, che tipo di liquido i consumatori reggini sono  costretti a bere, o a utilizzare per le proprie esigenze personali.

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BOLLETTE DELL'ACQUA: UNA STORIA SCONVOLGENTE, UNC E ADICONSUM VALUTANO IPOTESI DI REATO Stampa

Le bollette dell’acqua recapitate in questi giorni sono diventate un vero e proprio incubo per molte famiglie Reggine, infatti 600, 700, 900 ed oltre 1.000 euro è l’importo richiesto dal Comune di Reggio Calabria ad una famiglia media sia per l’erogazione dell’acqua che gran parte dei cittadini è costretta ad acquistare o prelevare dalle fontane pubbliche, sia per il servizio di depurazione, nonostante in quasi tutto il litorale della città vi sia il divieto di balneazione.

Quanto sta accadendo nella nostra città, sostengono Saverio Cuoco, presidente regionale dell’Unione Nazionale Consumatori Calabria e Saverio Vespia presidente provinciale dell’Adiconsum, Reggio Calabria, ha dell’incredibile, estenuanti file presso gli sportelli della RE.G.E.S. costringono molti cittadini desiderosi di ottenere chiarimenti sulle bollette o a volerle pagare, ad uno stress psico-fisico insopportabile, considerato anche il clima torrido di questi giorni ed anche se la data di scadenza della prima rata di pagamento o del pagamento in un’unica soluzione è stata prorogata al 21 Luglio 2014, errori manifesti si riscontrano in molte bollette/fatture dell’acqua, tra cui la dicitura “utenza uso commerciale in luogo di uso residenziale o utenza non residenziale in luogo di uso residenziale”, nonchè la fatturazione arbitraria dei consumi su criteri solo presuntivi, non dalla data di stipula del contratto e dall'apposizione del relativo contatore, ma dalla data di residenza nell'abitazione, che fanno ulteriormente ed illegittimamente aumentare gli importi richiesti,
Inoltre non si è tenuto in alcun conto, della recente sentenza emessa dal Giudice di Pace di Reggio Calabria, su ricorso dell’Unione Nazionale Consumatori Calabria, con la quale è stata dichiarata l’illegittimità del pagamento della integrazione dell’acqua corrisposta dagli utenti nell’anno 2013 con riferimento al 2012, a proposito della quale l’associazione aveva chiesto di compensare tali importi, con le bollette/fatture successive.

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ANCORA BOLLETTE PAZZE DEL SERVIZIO IDRICO Stampa
 In questi giorni sono state recapitate da parte del Comune di Reggio Calabria alle famiglie reggine le bollette/fatture relative alla fornitura del  servizio idrico che comprendono la tariffa base, le acque reflue ed il servizio di depurazione.

Ancora una volta sostiene l’Avv. Saverio Cuoco, presidente regionale dell’Unione Nazionale Consumatori Calabria, dobbiamo constatare le irregolarità di gran parte di esse, sia perché parecchi utenti ai quali vengono chiesti importi riferiti ad anni  risalenti al 2005 a seguire, hanno già provveduto al loro pagamento, (fortunatamente conservandone le ricevute), sia perché non si tiene conto dell’avvenuta prescrizione, sottoponendo i cittadini ad estenuanti file agli sportelli della REGES per dimostrare le proprie ragioni.

Ciò che indigna per l’ennesima volta gli utenti prosegue l’Avv. Saverio Cuoco, è il costo esorbitante delle tariffe rispetto alla qualità dell’acqua erogata che permane in buona parte della città pessima, a causa dell’enorme quantità di cloruro di sodio contenuta in essa e che costringe molti cittadini a doversi approvvigionare presso alcune fontane pubbliche o ricorrere all’acquisto dell’acqua minerale, con evidenti sacrifici economici da sopportare.

Più volte l’Unione Nazionale Consumatori ha chiesto l’applicazione della decurtazione delle bollette dell’acqua, così come  disposta negli anni addietro (anche se limitatamente ad alcune vie ben individuate), ma nonostante le rassicurazioni, nulla è stato fatto in tal senso, anzi al danno si aggiunge la beffa, perchè anche nelle zone in cui l’acqua è stata dichiarata non potabile con delibera comunale o nelle zone in cui essa non è stata erogata, le bollette sono arrivate ugualmente e nella loro interezza. 

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