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La disoccupazione in Italia torna a crescere dopo una lunga fase di discesa: il tasso di disoccupazione è cresciuto  dal 6,4% del primo trimestre 2007 al 7,1% del primo trimestre 2008, il più elevato degli ultimi due anni. In termini destagionalizzati e in confronto al quarto trimestre 2007, l'occupazione ha registrato un lieve incremento pari allo 0,1%, nel primo trimestre 2008.

Su base annua l'occupazione aumenta dell'1,4% nel primo trimestre, pari a 324 mila unità. L'incremento è ancora alimentato dall'apporto della componente straniera a tempo indeterminato (+141 mila unità), soprattutto di cittadini neocomunitari; dalla aumentata permanenza dei lavoratori italiani con almeno 50 anni di età (+157 mila unità) da ricondurre agli effetti delle riforme pensionistiche. L'occupazione cresce nel Nord (+1,4% pari a 163 mila unità) e soprattutto nel Centro (+3,8% pari a 176 mila unità). Nel Mezzogiorno si registra una riduzione della domanda di lavoro (-0,2% pari a -15 mila unità). La crescita dell'occupazione si concentra tra le posizioni lavorative dipendenti del terziario (+322 mila unità), soprattutto del commercio, alberghi, ristorazione e servizi alle imprese. L'occupazione part-time continua a crescere (+273 mila unità) interessando soprattutto le donne, ma anche gli uomini. Poco meno della metà dell'aumento degli occupati part-time è di tipo involontario. Il tasso di occupazione si posiziona al 58,3%, con una crescita tendenziale di quattro decimi di punto, leggermente superiore a quella del trimestre precedente. L'aumento interessa la sola componente femminile.

Cresce la disoccupazione al Sud. Dopo una lunga fase di discesa la disoccupazione, specie al Sud, registra una crescita consistente (+205 mila unità) che risente anche del contenuto livello rilevato nel primo trimestre 2007. Il fenomeno coinvolge in particolare le donne. Alla crescita della disoccupazione hanno contribuito gli ex-occupati, in particolare gli uomini meridionali che hanno perso il lavoro (+48 mila unità). In modo speculare alla crescita dell'offerta di lavoro il numero di inattivi, soprattutto tra le donne, diminuisce (-276 mila unità).
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