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I tassi d'interesse sono più clementi, ma i mutuatari non possono gioire per questa bella novità. Mentre il tasso scendeva sempre di più negli ultimi mesi, saliva nello stesso tempo il ricarico (lo spread) preteso dalle banche che davano il mutuo. Impennate record allo sportello, superiori al 50%.
Tassi più clementi, dunque. L'Euribor scende da tempo. Quello a un mese, nelle ultime due settimane, si è abbassato addirittura a quota 0,70%. Una vera pacchia se intanto, in questi mesi, con effetto uguale e contrario, non fossero saliti i ricarichi bancari.
Il sito MutuiOnline confronta le condizioni che i principali istituti hanno applicato a fine agosto 2008 con quelle applicati invece lo scorso 2 luglio. Si scopre, così, che i ricarichi, gli spread dei mutui ventennali a tasso variabile hanno registrato un aumento del 55% mentre quelli a tasso variabile addirittura del 57. Stangate che azzerano parte delle riduzioni dell'Euribor.
E per il futuro, allora, come regolarsi? Il dilemma è sempre il solito: mutuo a tasso fisso oppure mutuo a tasso variabile? Una prima indicazione utile arriva da Roberto Anedda, vicepresidente di MutuiOnline. "I livelli raggiunti dall'Euribor sono molto contenuti - dice - ed è difficile ipotizzare ulteriori cali dei tassi". I tassi attuali, dunque, sono a dei livelli minimi intorno ai quali il mercato si stabilizzerà fino ad una possibile ripartenza. Se questa previsione è giusta, se il calo dei tassi è finito, serve allora una ulteriore prudenza al momento della scelta del mutuo.


 
Gli italiani, in verità, hanno ripreso a scommettere, a dispetto della cautela. MutuiOnline sottolinea che, nel primo semestre 2009, il 49,3% delle domande di finanziamento è risultata a tasso variabile (più rischioso). Sono tante, pari ormai a quelle a rata predeterminata.
Se prendiamo in considerazione un finanziamento ventennale di 100mila euro, la migliore situazione disponibile prevede un tasso fisso del 5,33% e una rata mensile di 679 euro. Mentre il migliore finanziamento variabile richiede un tasso dell'1,90% e una rata mensile di 502 euro. La differenza è del 35%, a vantaggio del variabile, ma la distanza potrebbe attenuarsi di molto. Chi intende sfruttare il risparmio offerto dal variabile deve essere pronto a sostenere il futuro possibile aumento della rata.
Se non vi fidate del tasso variabile, se il fisso vi sembra troppo caro, potete valutare un terza strada, quella dei mutui con cap. Ma questa terza via è davvero praticabile a due condizioni: che il tetto sia vicino agli attuali tassi fissi e lo spread applicato non superi dello 0,20%-0,40% quello del variabile.

 
 
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