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MIUR, STRETTA SULLE UNIVERSITÀ ONLINE

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di Gabriella Lax

Dal Miur arriva la stretta sulle università online. Grazie ad un decreto, eredità dell’ex ministro al ramo Lorenzo Fioramonti, firmato prima delle sue dimissioni.

I contenuti del decreto

I professionisti sanitari del futuro (e gli architetti) dovranno formarsi quasi esclusivamente sui banchi. L’attività didattica in formato telematico potrà comprendere al massimo il 10% del totale delle lezioni. Per alcune professioni, tra cui farmacisti e chimici, i corsi via web non potranno essere più di due terzi del totale.

 

Le lauree da prendere tra i banchi

Per quanto riguarda, nello specifico, le lauree in psicologia, medicina e chirurgia, in medicina veterinaria, in odontoiatria e protesi dentaria, nonché per il personale sanitario infermieristico, tecnico e della riabilitazione il decreto stabilisce una limitata attività didattica erogata con modalità telematiche, in misura non superiore a un decimo del totale. Lo stesso regime vale anche per le lauree di specializzazione. In ambito sanitario arriva la stretta riguarda anche per Farmacia, Chimica e Biotecnologie mediche, veterinarie e farmaceutiche per cui l’attività didattica on line non potrà superare invece i 2/3.

La stretta del Miur sui corsi di psicologia

Situazione particolare riguarda poi la decisione del Miur secondo la quale le università telematiche non potranno più attivare i corsi di laurea in psicologia, scienze dell’educazione e scienze pedagogiche. Succederà che, partire dall’anno accademico 2020/21, le università telematiche non potranno più attivare questi corsi. La modifica sarà attiva solo per le nuove immatricolazioni, ma, soprattutto in queste discipline, la decisione ha provocato le proteste degli studenti che rivendicano i progressi dell’e-learning e i vantaggi che ne derivano.