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Per effetto del contenimento dell'inflazione nel 2009 gli aumenti di spesa per l'acquisto di alimenti scenderanno di oltre un miliardo di euro che potrebbe ulteriormente aumentare con la riduzione della insostenibile forbice tra prezzi alla produzione e al consumo, per garantire redditi adeguati agli agricoltori ed acquisti convenienti ai consumatori. E' quanto stima la Coldiretti, in riferimento alla diffusione dei dati Istat relativi all'andamento dell'inflazione a gennaio, nel sottolineare che con il calo dell'inflazione possono ripartire i consumi alimentari rimasti pressoche' stagnanti (- 0,6 per cento) nel 2008.

Mentre i prezzi pagati agli agricoltori sono diminuiti quelli degli alimentari al consumo sono aumentati del 3,8 per cento con il caso eclatante della pasta che - sottolinea la Coldiretti - fa registrare il record dell' aumento dei prezzi nel 2008 (+ 25,5 per cento a gennaio) nonostante il prezzo del grano duro sia piu' che dimezzato al di sotto dei valori di venti anni fa determinando una situazione drammatica nelle campagne dove - conclude la Coldiretti - non si riescono a coprire i costi di produzione.

Per ogni euro speso dai consumatori in alimenti - denuncia la Coldiretti - ben 60 centesimi sono andati alla distribuzione commerciale, 23 all'industria alimentare e solo 17 centesimi agli agricoltori.

Questo significa chiaramente che - conclude la Coldiretti - i prezzi sono aumentati in media di cinque volte dal campo alla tavola e che esistono dunque ampi margini da recuperare, con piu' efficienza, concorrenza e trasparenza, per garantire acquisti convenienti alle famiglie e sostenere il reddito degli agricoltori in un momento di difficolta' economica.

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