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SE NESSUNO CONTROLLA LA PUBBLICITÀ SULL’AZZARDO FARÀ MOLTI DANNI

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Tra le priorità del nuovo Governo non può mancare una seria azione di contrasto al gioco d’azzardo. Come è noto si tratta ormai di una emergenza sociale avallata dal permanente conflitto di interessi che sussiste, a livello istituzionale, tra Ministero della Salute e Ministero delle Finanze. A ciò si aggiunge la crescente invadenza della pubblicità che, come avrete notato, presenta il gioco d’azzardo quasi come se fosse una pratica “sportiva”: gli spot televisivi mostrano il giocatore in azione sui campi da calcio, circondato da folle di fan in visibilio.

Tutto questo non solo per donare una immagine positiva a scommesse, lotterie e gaming: la pubblicità dell’azzardo serve anche a “normalizzare” il fenomeno, per metterlo alla portata di tutti. 

Per questo ha attirato la nostra attenzione la pratica (adottata da quasi tutte le testate giornalistiche sportive, tanto televisive che di carta stampata) di offrire informazioni relative alle quote per le scommesse sulle partite, insieme alle normali notizie di carattere sportivo (sulle formazioni, ad esempio).

Ecco perché, fin da maggio 2017, l’Unione Nazionale Consumatori ha segnalato le pratiche adottate dai brand “GazzaBet” e “bwin”rispettivamente sui quotidiani sportivi “Gazzetta dello Sport” e “Tuttosport”. In particolare, abbiamo notato alcuni spazi, situati in fondo alle singole sezioni recanti informazioni sulle gare e sulle squadre, nei quali campeggiano in modo evidente sia i marchi delle due piattaforme sia le quote sull’esito delle partite. 

Ad aggravare la situazione, tali messaggi non contengono le formule di avvertimento richieste dalla vigente normativa in materia di gioco(indicazione del divieto di consentire la partecipazione al gioco per i minori) né sono presenti i messaggi di warning sui rischi di dipendenza dalla pratica del gioco. Mancano, infine, le informazioni sulle probabilità di vincita (previste dal Decreto Legge n. 158 del 2012, noto come “Decreto Balduzzi”, convertito nella Legge n. 189 del 2012). 

Perché torniamo a parlarne oggi? Perché dopo esserci rivolti all’Autorità Antitrust e all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, la prima ha risposto che la competenza è della seconda e questa, a distanza di oltre un anno, tace!

Ora, considerata la meritata attenzione che negli ultimi tempi si sta rivolgendo (almeno a parole) al tema del gioco legale e responsabile, nonché alle misure di prevenzione per contrastare la ludopatia, ci chiediamo se non sia il caso che l’Agenzia di Piazza Mastai si dia una norma e proceda ad accertare la conformità di simili messaggi rispetto alla vigente normativa. Per poi, magari, eventualmente applicare sonore sanzioni!