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SALDI INVERNALI, CONFESERCENTI: PER ORA FLESSIONE DEL -40%

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Nel weekend appena trascorso è arrivata l’ultima tranche dei saldi invernali: sabato le vendite di fine stagione sono partite anche in Emilia-Romagna, Toscana e Veneto. Queste le ultime regioni a dare il via ai saldi 2021, che, quest’anno, hanno avuto una partenza ‘differenziata’ tra le diverse regioni.

Saldi invernali, Confesercenti: falsa partenza

“Purtroppo, nelle regioni in cui le vendite di fine stagione sono già iniziate, ancora non si sono registrati i risultati sperati: il bilancio, per ora, è di una flessione del -40% rispetto allo scorso anno. L’auspicio è che il progressivo allentamento delle misure restrittive permette di agganciare una netta inversione di tendenza nelle prossime settimane”, spiega in una nota il Presidente di Fismo Confesercenti Fabio Tinti.

 

“A pesare fino ad ora, infatti – spiega Tinti – sono state soprattutto le restrizioni alla mobilità delle persone, la chiusura degli esercizi nei centri commerciali e i timori legati al contagio, che ora il vaccino speriamo possa ridurre. Per la gran parte i nostri esercizi commerciali, quindi, sono ancora forniti di una vasta gamma merceologica, il che rappresenta una reale occasione di risparmio per chi compra”.

Confesercenti chiede un’unica data di avvio

Confesercenti ritiene che “la partenza dei saldi a macchia di leopardo li renda meno appetibili” e chiede, dunque, un un tavolo di confronto che porti all’individuazione di una data unica di avvio.

“Nel frattempo, invitiamo i consumatori – aggiunge il Presidente di Fismo – a ritrovare e a privilegiare per i propri acquisti gli esercizi fisici delle nostre città. L’online ha goduto nel 2020, grazie alle ripetute chiusure, di una condizione di assoluto privilegio, fruendo anche di privilegi fiscali. I saldi possono rappresentare una grande occasione per acquisti convenienti, ma anche una scelta per valorizzare il commercio di prossimità”.

“Temiamo che il 2021 sarà un anno di chiusure per “cessata attività” – conclude Tinti. – Tra le misure che potrebbero aiutare il comparto a “sopravvivere”, la rottamazione delle scorte di magazzino, il prolungamento della stagione dei saldi e ristori che tengano conto dei fatturati pre-pandemia”.