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LOCAZIONI BREVI, DATI DA CONSERVARE FINO A SETTE ANNI

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Dati da conservare sino al 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione, ovvero sino al 31 dicembre del settimo anno successivo a quello in cui la dichiarazione avrebbe dovuto essere presentata, nei casi di omessa presentazione o di presentazione di dichiarazione nulla.

Guida sulla tassazione delle locazioni brevi. Così prevede la nuova Guida pubblicata ieri dall’Agenzia delle Entrate e dedicata alle novità fiscali in materia di locazioni brevi (vale a dire le locazioni di immobili a uso abitativo di durata inferiore a 30 giorni stipulate tra persone fisiche) previste dalle disposizioni della cd. manovrina (D.L. n. 50/2017).

 

Intermediari. Tra queste, la Guida si sofferma in particolar modo sui nuovi obblighi posti a carico di chi esercita attività di intermediazione immobiliare, sia tramite i canali tradizionali sia attraverso la gestione di portali telematici. Gli intermediari che intervengono nella conclusione dei contratti di locazione breve, infatti, devono comunicare all’Agenzia delle Entrate i dati della locazione stipulata per il loro tramite. Inoltre, se intervengono anche nel pagamento o se incassano i corrispettivi sono tenuti ad applicare una ritenuta, pari al 21% del canone, da versare all’Erario entro il mese successivo. La ritenuta va operata sull’intero importo indicato nel contratto di locazione breve che il conduttore è tenuto a versare al locatore. E proprio a loro si riferisce il vincolo alla conservazione dei dati sino al 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione.