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CRISI ALIMENTARI CONTINUANO A COLPIRE. IL MONDO SOFFRE LA FAME

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Nel 2017, circa 124 milioni di persone in 51 paesi sono stati colpite da una grave insicurezza alimentare, 11 milioni in più rispetto all’anno precedente. è quanto riporta il nuovo Rapporto Globale sulle Crisi Alimentari presentato da rappresentanti dell’Unione Europea, dell’Agenzia delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO) e del World Food Programme (WFP) in un briefing per i paesi membri dell’ONU a Roma.

Il rapporto sottolinea come le crisi alimentari siano sempre più determinate da cause complesse e che spesso agiscono in contemporanea.

Sono i conflitti la causa principale della maggior parte dei casi di insicurezza alimentare acuta nel mondo, rappresentando il 60 per cento del totale, 74 milioni di persone. Il peggioramento della situazione è ascrivibile in larga misura allo scoppio o all’acuirsi di conflitti e instabilità in paesi come il Myanmar, la Nigeria nord-orientale, la Repubblica Democratica del Congo, il Sud Sudan e lo Yemen.

Condizioni prolungate di siccità hanno invece causato il susseguirsi di scarsi raccolti in paesi già colpiti da alti livelli di insicurezza alimentare e malnutrizione in Africa orientale e meridionale. I disastri climatici – soprattutto la siccità – hanno provocato crisi alimentari in 23 paesi, due terzi dei quali in Africa, gettando nell’insicurezza alimentare grave 39 milioni di persone.

La situazione descritta dal rapporto mette in luce la necessità urgente di azioni che sappiano al tempo stesso salvare vite, salvare i mezzi di sostentamento e affrontare alla radice le cause delle crisi.

“Se vogliamo raggiungere Fame Zero dobbiamo riconoscere il rapporto tra fame e conflitti. Investire nella sicurezza alimentare e nei mezzi di sussistenza in situazioni di conflitto salva vite, rafforza la resilienza e può contribuire a sostenere la pace”, ha ricordato il Direttore Generale della FAO, José Graziano da Silva.

Le conseguenze della fame e dei cambiamenti climatici sono gravi: milioni di persone in più severamente e disperatamente affamate. I combattimenti devono fermarsi ora e il mondo deve collaborare per impedire queste crisi che spesso accadono davanti ai nostri occhi. Il Rapporto Globale mostra la magnitudine delle crisi di oggi, ma ci dice anche che se uniamo la volontà politica e le tecnologie moderne possiamo raggiungere un mondo con più pace, più stabilità e dove la fame diventerà soloun ricordo del passato” ha affermato David Beasley, Direttore Esecutivo del WFP.

Fornendo analisi basate sull’evidenza dei fatti, il rapporto dimostra come, oltre agli aiuti umanitari – che rimangono di importanza fondamentale – l’azione per lo sviluppo deve impegnarsi con maggiore anticipo per affrontare le cause alla radice della vulnerabilità estrema, costruendo quindi la resilienza.

Si prevede che il Global Network contro le Crisi Alimentari lanciato dall’Unione Europea, dalla FAO e dal WFP al Summit Umanitario Mondiale nel 2016 diventerà sempre più il motore alla base del nesso tra azioni umanitarie, sviluppo e pace, promuovendo un maggiore coordinamento tra le agenzie umanitarie e per lo sviluppo.

La fame e l’insicurezza alimentare rappresentano una piaga per milioni di persone nel mondo. Di fronte a disastri causati dall’uomo e dalla natura, dovremmo dare corpo a una risposta globale più robusta e strategica alle crisi alimentari”, ha affermato Christos Stylianides, Commissario Europeo per gli Aiuti Umanitari e la Gestione delle Crisi.