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Bollette del servizio idrico 2020 ancora con criteri presuntivi

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Ancora per l’ennesima volta fatture relative al servizio idrico integrato relative all’anno 2020, rapportate a consumi presuntivi e non reali, con richieste di pagamento tramite bollettini già scaduti al momento della notifica, di euro 700,00 ed oltre, anche per abitazioni completamente disabitate da diversi anni.

Negli ultimi cinque anni non è cambiato proprio nulla, a ribadirlo è l’Avv. Saverio Cuoco dell’Unione Nazionale Consumatori Calabria, il quale evidenzia come, in merito a tale argomento, l’associazione si era espressa con analoghe denunce già nel 2015 e nel 2017 e tutto ciò, come più volte sostenuto, oltre ad essere illegittimo, alimenta il fenomeno dell’evasione fiscale.

Il canone relativo al servizio idrico non è una tassa, ma è una tariffa e quindi va addebitato solo in presenza dell’effettiva erogazione del servizio e commisurata al reale consumo effettuato dall’utente, pertanto non può ammettersi alcun calcolo presuntivo, altrimenti mancherebbe la base giustificativa del prelievo e l’ente erogatore del servizio godrebbe di un indebito arricchimento.

Le fatture inviate viceversa, nonostante l’autolettura effettuata dagli utenti, riportano un consumo stimato, determinando così richieste di importi anche di migliaia di euro per abitazioni non abitate o occupate anche da una sola unità, quando a tale proposito il regolamento comunale prevede espressamente che a tale operazione debba provvedere il Comune tramite i propri incaricati.

Per qualsiasi informazione è possibile contattare l’associazione allo 0965/24793 –  3288310045 o collegarsi al sito www.uniconsum.it