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Bollette, mutuo, affitto: con la pandemia un quinto della popolazione in difficoltà economica

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Oltre un quinto della popolazione, il 22,2%, ha avuto difficoltà economiche quali pagare mutuo, bollette, affitto, spese per i pasti e spese impreviste durante la seconda ondata della pandemia

Sabrina Bergamini

Bollette, rate del mutuo, affitto, ma anche spese alimentari. La pandemia ha messo in ginocchio tante famiglie. Quante, lo indica un’indagine appena pubblicata dall’Istat: oltre un quinto della popolazione, il 22,2%, ha avuto difficoltà nel far fronte agli impegni economici quali pagare mutuo, bollette, affitto, spese per i pasti e a fronteggiare spese impreviste durante la seconda ondata della pandemia.

Un quinto della popolazione, il 20,5% dei cittadini, ha visto peggiorare le proprie condizioni economiche. La situazione è più grave fra i giovani e al Sud.

Istat: un cittadino su 10 ha avuto bisogno di aiuti economici

I dati vengono dall’analisi dell’Istat su comportamenti e opinioni dei cittadini durante la seconda ondata pandemica, fra dicembre 2020 e gennaio 2021, fata per studiare comportamenti e opinioni a quasi un anno di distanza dall’inizio dell’emergenza sanitaria. Insieme ai dati sulla situazione familiare, c’è nel report la fotografia delle conseguenze economiche della pandemia.

Un cittadino su 10 ha avuto bisogno di aiuti economici, dice l’Istat. Durante la seconda ondata della pandemia il 12% degli intervistati (o un familiare) ha dovuto fronteggiare criticità nel bilancio familiare tali da ricorrere ad aiuti economici (prestiti, sussidi pubblici o altro) o alla vendita di beni di proprietà.

«Nello specifico – dice l’Istat – l’8,6% della popolazione ha fatto richiesta di aiuti pubblici (bonus vari, reddito di emergenza, etc.), il 3,6% ha ricevuto denaro in regalo da parenti o amici, il 2,6% ha chiesto prestiti a parenti o amici, l’1,7% si è rivolto agli istituti di credito, lo 0,7% ha messo in vendita beni di proprietà (gioielli, automobili, appartamenti, etc.)».

Aiuti pubblici e sostegno in denaro hanno riguardato soprattutto i più giovani e i residenti al Sud.

Difficoltà economiche per un quinto della popolazione

C’è inoltre un quinto della popolazione che non è riuscito a far fronte agli impegni economici.

«A seguito dell’emergenza sanitaria una parte della popolazione ha incontrato difficoltà nel far fronte ai propri impegni economici come, ad esempio, pagare il mutuo, le bollette, l’affitto, etc – scrive l’Istat – Il 13,4% degli intervistati (o un loro familiare convivente) ha avuto problemi col pagamento delle bollette (l’11,8% ha dovuto rimandarne il pagamento, il 9,1% non è riuscito a pagarle), il 16,5% ha dovuto rinunciare alle vacanze, il 13,9% non è riuscito a fare fronte a una spesa imprevista, il 6,3% non è riuscito a pagare le rate di un mutuo o di un prestito o le spese necessarie per i pasti mentre il 6,7% non è riuscito a pagare l’affitto».

L’insieme di queste difficoltà economiche riguarda in tutto il 22,2% della popolazione, oltre un quinto, pari a oltre 11 milioni di persone. Fra questi ci sono anche 3 milioni di persone che hanno avuto problemi con le spese alimentari. Problemi per mangiare.

La crisi morde fra i giovani e al Sud

La percentuale delle persone in difficoltà economica diminuisce con l’aumentare dell’età. Si passa infatti dal 28,5% dei 35-54enni al 14,6% degli ultrasessantaquattrenni. Sono i più giovani, insomma, le persone più in difficoltà con bollette, affitti e spese varie e obbligate.

Il titolo di studio rappresenta un fattore protettivo, per cui la difficoltà economica tende a essere minore man manco che il titolo di studio aumenta. Secondo l’Istat ha sofferto di almeno un problema economico considerato il 28% delle persone con licenza media rispetto al 15,6% dei laureati.

Nel Mezzogiorno ci sono le situazioni più critiche. Qui si è trovato in difficoltà economica il 30,7% dei cittadini a fronte del 18,4% del Nord e del 17% nel Centro.

«Tutte le difficoltà economiche – prosegue l’Istat – sono più diffuse nelle regioni del Mezzogiorno: quasi un cittadino su quattro non è riuscito ad andare in vacanza (13,2% nel Centro), uno su cinque non è riuscito a far fronte a una spesa imprevista (6,2% nel Centro); il 14,4% non è riuscito a pagare le bollette (7,1% nel Nord, 4,4% nel Centro). Circa un cittadino su 10 non è riuscito a pagare le rate di un mutuo, di un prestito o l’affitto; un’analoga quota  di persone non è riuscita a sostenere le spese dei pasti».

Uno su cinque peggiora la propria condizione economica

Per un cittadino su cinque peggiora la propria condizioni economica.

Il 20,5% dei cittadini denuncia che le proprie condizioni sono peggiorate rispetto a prima della pandemia. Questo accade soprattutto fra i più giovani, fra le persone di 25-44 anni (26,7%), e meno tra gli anziani (12% dopo i 64 anni).

UNC: dati drammatici ma previsti

«Dati tanto drammatici quanto ampiamente previsti, come il fatto che il 13,4% degli intervistati ha avuto problemi con il pagamento delle bollette e il 9,1% non è riuscito nemmeno a pagarle – dice di fronte a questi dati Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori – Per questo fin da marzo 2020, ai tempi del Cura Italia, avevamo chiesto l’estensione immediata dei bonus sociali di luce e gas a chiunque perdeva il posto di lavoro, senza dover far riferimento a un Isee di fatto vecchio e superato, la riduzione dell’Iva sul gas al 10% sull’intero consumo e non solo sui primi 480 Smc annuali, la sospensione degli oneri generali di sistema e delle componenti Terna sulle bollette di luce e gas, la riduzione dell’Iva dal 22 al 4% per tutti i contratti telefonici a consumo. Purtroppo, nessuna di queste ragionevoli proposte è mai stata accolta. Le riproponiamo ora al Governo Draghi».