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RESIDUI PESTICIDI NEGLI ALIMENTI, IL 95,5% DEI CAMPIONI RIENTRA NEI LIMITI

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Secondo il Rapporto dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare sui residui di pesticidi, è stato rilevato un aumento nelle banane, nei peperoni dolci, nelle melanzane e nell’uva da tavola. Percentuale in riduzione per i broccoli, l’olio vergine di oliva e le uova di gallina

Francesca Marras

Tra il 2015 e il 2018 la percentuale di campioni con sforamenti nei residui di pesticidi è aumentata nelle banane (dallo 0,5% all’1,7%), nei peperoni dolci (dall’1,2% al 2,4%), nelle melanzane (dallo 0,6% all’1,6%) e nell‘uva da tavola (dall’1,8% al 2,6%). Nel 2018, invece, rispetto al 2015 gli sforamenti sono diminuiti per i broccoli (dal 3,7% al 2%), l’olio vergine di oliva (dallo 0,9% allo 0,6%) e le uova di gallina (dallo 0,2% allo 0,1%).

 

È quanto emerge dal Rapporto dell’EFSA (Autorità europea per la sicurezza alimentare) sui residui di pesticidi rilevati negli alimenti nell’Unione Europea e sui rischi per la salute dei consumatori. Informazioni particolarmente utili ai gestori del rischio per decidere sulle misure di controllo future.

Complessivamente nel 2018 sono stati analizzati 91.015 campioni, il 95,5% dei quali rientrava nei limiti massimi di residui (MRL) considerati legali dai Paesi, mentre il 4,5% ha superato questo livello. Di questa percentuale, il 2,7% era non-conforme, ossia i campioni superavano l’MRL tenendo conto dell’incertezza di misura.

In particolare, i numeri di cui sopra si riferiscono ai dati raccolti in modo casuale, quindi a 11.679 campioni analizzati, il 98,6% dei quali rientrava nei limiti di legge. L’1,4% aveva superato i limiti massimi di residui e lo 0,9% era non-conforme. Questo tipo di analisi risulta particolarmente utile in quanto considera lo stesso paniere di prodotti a rotazione triennale, il che significa che è possibile individuare tendenze al rialzo o al ribasso per beni specifici.

I dati sul glifosato

Nel 2018, il glifosato è stato analizzato da 26 Paesi dichiaranti. Complessivamente sono stati analizzati 9.573 campioni di diversi prodotti alimentari (compresi i prodotti trasformati). L’indagine ha rilevato che nel 98% dei campioni il glifosato non è stato quantificato, come nel 2017. Nell’1,9% dei campioni (179 campioni), il glifosato è stato quantificato a livelli superiori al LOQ (limite di quantificazione), ma al di sotto dell’MRL (limiti massimi di residui), mentre in 12 campioni (0,1%), i livelli  hanno superato l’MRL. Il tasso è, quindi, diminuito rispetto al 2017 (0,2%).

Ottimizzare la tracciabilità dei prodotti

L’EFSA spiega nel Report che, ai fini della valutazione dei rischi per la salute dei consumatori, è stata stimata l’esposizione alimentare ai residui di pesticidi e confrontata con i valori guida basati su requisiti sanitari. I risultati mostrano che è improbabile che i livelli valutati per i prodotti alimentari analizzati possano sollevare preoccupazione per la salute dei consumatori. Tuttavia, vengono proposte una serie di raccomandazioni per aumentare l’efficienza dei sistemi di controllo europei (ad esempio ottimizzando la tracciabilità), continuando così a garantire un elevato livello di protezione dei consumatori.