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PASQUA SENZA SPRECHI, CINQUE CONSIGLI PER CONSUMI SOSTENIBILI

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Una Pasqua senza sprechi è possibile anche e forse ancor più durante la pandemia. Fare una spesa di stagione e consapevole, riutilizzare gli avanzi con la cucina creativa, conservare i cibi in modo corretto già dal frigorifero: ecco i consigli di base

Sabrina Bergamini

Questa potrebbe essere l’occasione giusta per una Pasqua senza sprechi. Per tante ragioni, che messe insieme fanno già una bella lista: per motivi etici, per rendere i consumi più sostenibili, per tutelare l’ambiente, per non fare scorte immense di cibo che non si potrà consumare, per non fare file inutili ai supermercati, per riscoprire quella capacità delle nonne e delle mamme di “non buttare via niente”.

 

La Pasqua in pandemia sarà diversa, più solitaria, più malinconica. Non sarà però meno imbandita, almeno per quanti hanno la fortuna di poter allestire un bel pranzo di Pasqua e Pasquetta anche sulla terrazza di casa o con la finestra sul cortile.

Pasqua senza sprechi, si può fare

Ecco dunque che, mentre le tavole si preparano ad accogliere uova sode e cioccolato, torte salate e formaggi, piatti elaborati e pic nic sul divano, arriva qualche consiglio sempre utile per evitare di sprecare il cibo. Cinque indicazioni, fra spesa a chilometro zero e riciclo creativo, dagli ideatori di Too Good To Go, l’applicazione contro lo spreco alimentare, app presente in 14 paesi europei che permette a bar, ristoranti, forni, pasticcerie, supermercati ed hotel di recuperare e vendere online a prezzi ribassati il cibo invenduto “troppo buono per essere buttato”.

Sono consigli sempre validi, naturalmente, ma con una festa così particolare come quella di quest’anno possono diventare uno spunto in più per “diventare migliori” – come spesso ci si ritrova a pensare.

Too Good To Go ha quindi raccolto 5 consigli perché quest’anno il pranzo di Pasqua possa essere il primo o uno dei tanti passi verso una maggiore sostenibilità e consapevolezza nei consumi alimentari.

Scegliere prodotti a km zero e di stagione

«Scegliere prodotti a chilometro zero e di stagione non aiuta solo l’economia locale, messa a dura prova dalla situazione attuale, ma anche l’ambiente, perché contribuisce a ridurre l’inquinamento dovuto al trasporto, che spesso grava anche sul portafoglio. A questo si affianca l’importanza dal punto di vista nutrizionale. La natura, infatti, fa crescere gli alimenti in periodi specifici per sopperire a carenze che dobbiamo affrontare mese dopo mese. Ad aprile, per esempio, via libera agli asparagi ricchi di vitamine e antiossidanti»

Fare la spesa in modo consapevole

Spesa consapevole significa evitare imballaggi inutili, acquisti eccessivi, e usare una lista alla mano per comprare solo il necessario e ridurre sia gli sprechi sia i viaggi verso supermercati e negozi. Attenzione alle date di scadenza dei cibi freschi, di verdura, uova e latticini.

 Congelare o riutilizzare in modo creativo il cibo avanzato

Via libera a congelare gli alimenti e le porzioni cotte ed eccessive. Se avanza qualcosa poi, l’altro grande filone della cucina è quello della creatività. Una torta salata come la classica pasqualina, per esempio, può essere tagliata a cubetti, riscaldata e riproposta come aperitivo durante il pranzo di Pasquetta. Con le fette di pane avanzato ci si fa la bruschetta. Se rimangono una patata, due zucchine, un pomodoro e un peperone, Too Good To Go suggerisce di preparare una ratatouille di verdure come contorno: basta tagliare tutto a fettine e cuocere lentamente in padella con olio e sale, aggiungendo un po’ d’acqua quando il preparato inizia ad asciugarsi troppo.

Imparare a leggere le etichette

«Ogni alimento in vendita deve riportare la data di scadenza, ma c’è differenza tra la Data Limite di Consumo (DLC), ossia la data oltre la quale i cibi non sono più considerati adatti all’alimentazione, e il Termine Minimo di Consumo (TMC), spesso contraddistinto dalla dicitura “da consumarsi preferibilmente entro”. In quest’ultimo caso, infatti, non viene segnalata una vera e propria scadenza, ma un periodo oltre il quale l’alimento potrebbe aver perso alcune proprietà, ed è quindi importante valutare di persona. Nel caso delle uova, per esempio, per scoprire se sono ancora buone da cucinare è sufficiente riempire una ciotola con dell’acqua ed immergere l’uovo: se va a fondo poggiandosi su un lato è ancora fresco, mentre se lo fa rimanendo dritto va consumato il prima possibile. Se invece galleggia, purtroppo, non può più essere utilizzato».

Conservare i cibi in modo corretto

Una buona organizzazione del frigorifero aiuta a evitare gli sprechi. È importante dividere i cibi cotti da quelli crudi e usare ogni scomparto nel modo giusto. Sulla porta, che subisce il maggior shock termico, è meglio mettere gli alimenti che si consumano in pochi giorni o che sono difficilmente deperibili, nei cassetti, invece, dove l’ambiente è leggermente più umido, la frutta e la verdura. Importante anche usare i materiali corretti per conservare i cibi. I formaggi freschi possono essere avvolti nella pellicola trasparente mentre per quelli stagionati è ideale la carta frigo.