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MEDICI E PEDIATRI: “I VACCINI NON HANNO COLORE POLITICO”

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“I vaccini non hanno colore politico e non vanno strumentalizzati”. Così pediatri e medici di base intervengono sul caso sollevato dalla mozione del Consiglio comunale di Roma su vaccinazioni e accesso alla scuola dell’infanzia. Dai medici arriva una decisa presa di posizione perché le vaccinazioni non siano considerate oggetto di dibattito fra chi è a favore e chi è contrario: sono uno strumento medico, non un campo sul quale esercitare dispute politiche. E servono a tutelare in primis i bambini, specialmente quelli che non possono essere vaccinati per ragioni mediche.

Il board del Calendario per la vita – formato da  Società Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica (SItI), Società Italiana di Pediatria (SIP),  Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP) e Federazione Italiana Medici di Medicina Generale (FIMMG) – è intervenuta in questo modo sulla mozione del Consiglio Comunale di Roma su vaccinazioni e accesso a scuola dell’infanzia. Qualche giorno fa, infatti, dall’amministrazione guidata dal sindaco Virginia Raggi è arrivata una mozione che chiede di rispettare la continuità didattica per tutti gli alunni non ancora vaccinati. L’Assemblea capitolina “ha ritenuto la mancata vaccinazione non ostativa al prosieguo e alla continuità dell’attività e del percorso educativo”. Insomma: bimbi al nido e alla materna anche se non vaccinati. Ne è seguita la reazione del Ministro della Salute Beatrice Lorenzin: “Il decreto vaccini che non consente l’ingresso a scuola dell’infanzia ai bambini non vaccinati è fatto per proteggere proprio i più deboli, quelli troppo piccoli per essere vaccinati e quelli che per patologie varie non possono essere vaccinati. La bontà di questo provvedimento è stata riscontrata anche dalla Corte Costituzionale e dal Consiglio di Stato”.

Di fatto i vaccini sono entrati in campagna elettorale. Da qui, probabilmente – oltre che dalla rivendicazione della bontà dell’obbligo a tutela della salute – la spinta di medici e pediatri delle quattro sigle che chiedono di non attribuire colore politico alle vaccinazioni. Si legge in una nota congiunta: “Anzitutto, l’obbligatorietà delle vaccinazioni per l’accesso a scuola si è resa necessaria nell’attuale fase storica proprio per la continua disinformazione e l’incomprensibile attacco che le vaccinazioni (definite dall’Organizzazione Mondiale della Sanità ‘la più grande scoperta medica mai effettuata dall’uomo’) hanno subito negli anni scorsi, determinando nei genitori un diffuso stato di incertezza sulla loro bontà e grande beneficio, e un conseguente abbassamento delle coperture vaccinali. Il raggiungimento degli obiettivi di copertura prefissati a livello internazionale è cruciale per interrompere la diffusione degli agenti di malattie pericolose, che spesso provocano eventi epidemici (come avvenuto lo scorso anno con quasi 5.000 casi di morbillo notificati nel nostro Paese)”.

Le linee guida ministeriali, ricorda il board del Calendario per la vita, prevedono che i bambini possano continuare a frequentare le strutture scolastiche qualora in possesso di una prenotazione presso l’ambulatorio vaccinale. “Pertanto il diritto all’istruzione, anche per i bambini da 0 a 5 anni, è salvaguardato – scrivono le quattro sigle – Non vorremmo che si volesse giustificare il rifiuto ideologico delle vaccinazioni sottintendendo che i genitori che rifiutano le vaccinazioni lo facciano per buone ragioni, cioè che le vaccinazioni non siano sicure. E che quindi il rifiuto ideologico delle vaccinazioni abbia una qualche giustificazione reale, cosa che è assolutamente smentita da tutti i dati scientifici a nostra disposizione”.

Medici e pediatri tornano dunque a ribadire l’importanza delle vaccinazioni. “Il rischio di encefalite dopo vaccino contro il morbillo è uguale a quello ‘base’ di tutta la popolazione, quello di un bambino o adulto che contrae il morbillo è da 1.000 a 2.500 volte più alto. Un genitore che per futili motivi o teorie complottiste risibili insista a non vaccinare e pretenda l’accettazione all’asilo infantile e alla scuola materna, mette in pericolo anzitutto il proprio figlio, e anche tutti i bambini più deboli, con malattie genetiche del sistema immunitario che non possono essere immunizzati per ragioni mediche, la cui unica speranza di non avere forme gravi di malattia o addirittura di morire è che tutti quelli che si possono vaccinare tranquillamente lo facciano”.

Da qui la presa di posizione di SItI, SIP, FIMP e FIMMG: “I vaccini non hanno colore politico e non vanno strumentalizzati.  I vaccini non sono oggetto di scelte ‘democratiche’, quanti sono a favore e quanti sono contro, sono invece uno strumento medico al servizio del bene della collettività, come lo sono gli antibiotici e i farmaci anti-tumorali. Saremmo stupiti che l’uso degli antibiotici diventasse oggetto di diverse scelte politiche. Perché quindi i vaccini devono essere oggetto di divisione politica? Riteniamo che si sia perso il senso della misura: si lasci alla scienza (che per sua natura è verificabile in tutte le proprie affermazioni, basta leggere la letteratura medica accreditata) stabilire quali siano le indicazioni e le misure da adottare per incrementare e difendere il livello eccellente di salute che nel campo delle malattie infettive proprio i vaccini ci hanno consentito di raggiungere”.