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FARMACIE ABUSIVE, ANTITRUST CHIEDE A MOTORI DI RICERCA E BROWSER DI RIMUOVERE I LINK

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L’Antitrust ha chiesto a motori di ricerca e browser di attivarsi contro la vendita online non autorizzata di farmaci spacciati come cura per il Covid-19 da parte di farmacie abusive

Sabrina Bergamini

Farmacie abusive promuovono e vendono farmaci con obbligo di ricetta spacciandoli come cura per il Covid-19. Ci si arriva attraverso link, pagine web e banner che spesso compaiono in siti online di carattere medico e paramedico. L’Antitrust vuole porci un freno, per questo ha chiesto ai gestori dei principali motori di ricerca e browser di attivarsi contro la vendita online non autorizzata di farmaci pubblicizzati come cure nei confronti del Coronavirus. Sono oltre 300 gli Url individuati e segnalati che l’Autorità chiede di rimuovere dai risultati di ricerca.

 

L’Antitrust ha dunque deciso di coinvolgere di nuovo i gestori dei principali motori di ricerca e browser – Google, Apple, Italiaonline, Microsoft , Verizon (Yahoo), Mozilla, DuckDuckGo –  nel contrasto delle pratiche commerciali scorrette che fanno leva sull’emergenza sanitaria in atto.

Farmacie abusive pubblicizzano farmaci contro il Covid-19

L’iniziativa, spiega l’Antitrust in una nota, fa seguito al monitoraggio online fatto dal Nucleo Speciale Antitrust della Guardia di Finanza, che ha individuato 361 URL corrispondenti a pagine webbanners o collegamenti ipertestuali introdotti malevolmente in siti riconducibili ad attività lecite, spesso di carattere medico o paramedico.

«Tali siti – spiega l’Autorità – indirizzano verso una sessantina di “farmacie abusive” – sprovviste della necessaria autorizzazione alla vendita di farmaci on line – che promuovono e vendono medicinali con obbligo di ricetta, vantando una funzione curativa nei confronti del“Coronavirus”».

L’Antitrust ha deciso di trasmettere la lista degli URL ai gestori dei principali motori di ricerca e browser e li ha invitati a fare due operazioni: rimuovere dai risultati di ricerca i 361 URL segnalati e non indicizzare quelli che contengono collegamenti ai siti individuati come “farmacie abusive”.

Una precedente mossa in questo senso è stato l’invito ai gestori di non visualizzare nei risultati di ricerca le pagine che promuovevano la vendita del farmaco “Kaletra”, oggetto di alcuni interventi cautelari da parte dell’Autorità. In quel caso, hanno dato un riscontro tempestivo Apple, Google e ItaliaOnLine.