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E’ VERO CHE IL VINO ROSSO FA BUON SANGUE?

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La domanda dei consumatori: è vero che il vino rosso fa buon sangue?

La risposta di Marcello Ticca, nutrizionista e dietologo

Per molti anni ha resistito nella mentalità “popolare” la convinzione che il vino rosso, probabilmente in accordo con il suo colore abbastanza simile a quello del sangue, avesse un potere antianemico, ossia contenesse molto ferro e fosse capace di influire sulla produzione dei globuli rossi.

 

Le cose non stanno affatto così. Ormai è dimostrato che la quantità di ferro presente nel vino non solo è modesta (in media circa 0,5 milligrammi per 100 millilitri) ma è anche ben poco utilizzabile da parte del nostro organismo. Ed è anche stato accertato che il vino, questo “nettare degli dèi” celebrato da poeti e scrittori fin dalla antichità, non possiede alcuna capacità di far aumentare il numero dei globuli rossi né di promuovere la sintesi dell’emoglobina.

Anzi, in chi consuma eccessive quantità di vino si rischia di riscontrare deficit di folati e di ferro, la cui carenza può provocare anemia, così come una assunzione eccessiva e cronica di alcol può determinare danni al fegato.

Insomma, anche da questo punto di vista è un grave errore concettuale considerare il vino come una medicina. Si tratta semplicemente di una bevanda gradevole, ricca di significati simbolici e sociali, che contiene non poco alcol e che quindi, se proprio lo si desidera può essere consumata, ma soltanto con molta parsimonia e possibilmente durante i pasti.

Esattamente, insomma, come suggeriscono oggi tutte le più accreditate Linee Guida alimentari.