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CURA ANIMALI, I VETERINARI POTRANNO PRESCRIVERE ANCHE FARMACI A USO UMANO

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I veterinari potranno prescrivere anche farmaci per uso umano per curare gli animali da compagnia. Approvato l’emendamento alla legge di bilancio che abbatte i costi dei farmaci veterinari

Sabrina Bergamini

I veterinari potranno prescrivere i farmaci a uso umano per curare gli animali. È stato infatti approvato l’emendamento alla legge di bilancio, proposta dalla deputata Patrizia Prestipino (PD), che abbatte i costi dei farmaci veterinari dando la possibilità di prescrivere gli equivalenti a uso umano.

L’emendamento alla manovra è stato riformulato e approvato dalla Commissione Bilancio della Camera, si legge sull’Ansa, che precisa come sarà il ministero della Salute, sentita l’Aifa, a definire i casi in cui il veterinario potrà prescrivere farmaci per uso umano per le cure degli animali. I farmaci dovranno avere lo stesso principio attivo del medicinale veterinario.

 

Alternativa ai farmaci veterinari a costi esorbitanti

«Con l’approvazione del mio emendamento in Commissione bilancio, termina una grande – e costosa – ingiustizia per tutti gli italiani che hanno animali da compagnia: quella che li obbligava ad acquistare farmaci ad uso esclusivo per gli animali, che hanno in genere un costo spesso esorbitante», scrive Patrizia Prestipino in un post su Facebook del Partito democratico.

«Parliamo di un risparmio enorme, non solo per i milioni di italiani che hanno animali da affezione, ma anche per lo Stato che gestisce i canili e per le associazioni animaliste. Tutti ci guadagnano, e l’emendamento è costato zero».

Farmaco-equivalenza in veterinaria

«Si mette così fine a una delle disparità di trattamento del diritto alla cura degli animali familiari: ad oggi la parità di principio attivo ad uso veterinario può infatti incredibilmente costare anche dieci volte di più rispetto a quello per uso umano». Queste le parole con cui Gianluca Felicetti, presidente LAV, ha accolto il riconoscimento della farmaco-equivalenza in veterinaria.

La battaglia per dare la possibilità di usare i farmaci “umani” nella cura di cani e gatti ha avuto naturalmente il sostegno delle associazioni animaliste come pure del Movimento Difesa del Cittadino, che proprio in questi giorni ha lanciato la campagna “Amici per la vita” in cui denunciava il costo esorbitante dei farmaci veterinari.

La nuova norma, spiega la LAV, «riconosce ai medici veterinari, in scienza e coscienza, di prescrivere un farmaco per uso umano contenente lo stesso principio attivo, che abbia un costo inferiore a quello del medicinale veterinario, assicurando così a cani gatti e agli altri pet un migliore accesso alla cura e lo stop a spese socialmente ed eticamente ingiuste».

La legge sarà pubblicata per la fine dell’anno. Dalla prossima primavera le famiglie potranno dunque risparmiare sul costo dei farmaci veterinari e così potranno fare anche i canili.

Il risparmio stimato dalla Lav

«Dal prossimo aprile, quindi, se il cane o il gatto avranno bisogno di un antibiotico, prescrivendo il prodotto ad uso umano, anziché quello veterinario, si potranno risparmiare 10 euro – spiega la Lav – se l’animale ha la gastrite si potranno risparmiare 20 euro per ogni confezione, mentre per le patologie croniche di un cane cardiopatico in un anno si potranno risparmiare fino a 35 euro, per lo stesso identico principio attivo. Il risparmio maggiore lo avranno certamente i Comuni, per i propri quattro zampe in canile: se consideriamo che il farmaco veterinario con lo stesso principio attivo costa in media quattro volte di più rispetto a quello umano, su una spesa annua, ad esempio, di 15.000 euro relativa a farmaci equivalenti, ne risparmieranno ben 11.250».

Il prossimo passaggio richiesto dalle associazioni è l’abbattimento dell’Iva sul cibo e sulle prestazioni veterinarie, attualmente al 22%.