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CORONAVIRUS, L’ANTITRUST INTERVIENE SULLE PIATTAFORME ONLINE E CHIEDE INFORMAZIONI SU MASCHERINE E GEL

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L’Antitrust ha inviato una richiesta di informazioni alle piattaforme di vendita online sulle modalità di commercializzazione di gel per le mani e mascherine monouso: hanno tre giorni di tempo per indicare quali misure stanno adottando contro prezzi abnormi e asserita efficacia contro il coronavirus

Sabrina Bergamini

Protezione “esclusiva” per evitare il coronavirus e prezzi a livelli stratosferici: ora anche l’Antitrust vuole vederci chiaro. L’Autorità garante della concorrenza interviene dunque nel settore della vendita di prodotti igienizzanti e mascherine e dà alle piattaforme online tre giorni di tempo per comunicare quali misure stanno adottando contro le speculazioni, per eliminare slogan ingannevoli e per evitare ingiustificati e sproporzionati aumenti di prezzo.

L’Antitrust accende un faro su prezzi e claim

 

L’Antitrust ha infatti trasmesso ieri, informa una nota, «una richiesta di informazioni alle principali piattaforme di vendita e di altri siti di vendita on line in riferimento alle modalità di commercializzazione di prodotti igienizzanti per le mani e di mascherine monouso di protezione delle vie respiratorie».

L’azione è frutto delle segnalazioni arrivate da consumatori e associazioni sul rincari esorbitanti di alcuni prodotti – è il caso dell’Amuchina e dei gel igienizzanti, venduti online a carissimo prezzo – e della comparsa di claim che addirittura pubblicizzano l’efficacia di alcune maschere proprio contro il Covid19. La cronaca è di questi giorni: igienizzanti a prezzi stellari, la farmaceutica produttrice dell’Amuchina che condanna gli aumenti cui è estranea, i prezzi abnormi, addirittura mascherine vendute a 5 mila euro.

«L’intervento – spiega dunque l’Antitrust – è scaturito da numerose segnalazioni da parte di consumatori e associazioni i quali lamentavano, da un lato, la presenza di claim relativi all’asserita efficacia dei suddetti prodotti in termini di protezione e/o di contrasto nei confronti del Coronavirus e, dall’altro, l’ingiustificato e consistente aumento dei prezzi dei medesimi prodotti registrato negli ultimi giorni».

Le imprese dovranno dunque comunicare, entro tre giorni, quali misure stanno eseguendo per eliminare gli slogan pubblicitari ingannevoli sull’efficacia dei prodotti spacciati come idonei contro il coronavirus e per evitare aumenti di prezzo ingiustificati e sproporzionati.