L’Unione Nazionale Consumatori presenta un esposto all’Antitrust sull’andamento del prezzo dei carburanti. Oggi i dati del Ministero Ambiente: benzina al self service sale a 1,734 euro al litro, il gasolio a 1,643 euro al litro
L’Unione Nazionale Consumatori presenta un esposto all’Antitrust sull’andamento “anomalo” dei prezzi dei carburanti. I prezzi di benzina e diesel sono al rialzo da qualche giorno per la guerra contro l’Iran e il timore della chiusura, o della limitazione all’attività, dello stretto di Hormuz. Il prezzo del greggio è salito e questo si è già riverberato sui listini dei distributori, che sulle autostrade hanno già superato i 2 euro al litro. I Consumatori parlano di speculazioni, al Ministero delle Imprese il Garante per la sorveglianza dei prezzi ha convocato per mercoledì la Commissione di allerta rapida.
Oggi sono stati pubblicati i dati settimanali del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica (Mase)relativi alla settima che va dal 16 al 22 giugno e riportati anche dall’UNC: il prezzo della benzina in modalità self service sale attestandosi a 1,734 euro al litro, il gasolio a 1,643 euro al litro.
«In ogni caso, si tratta, comunque, di un’impennata, in appena una settimana, di quasi 3,8 cent per la benzina, pari per un pieno di 50 litri a 1 euro e 88 cent, e di oltre 4,9 cent per il gasolio, equivalenti a 2 euro e 47 cent a rifornimento».
L’associazione si rivolge ora all’Autorità garante della concorrenza, cui chiede di indagare sui prezzi anche in relazione all’allineamento delle accise in vigore da maggio.
«Abbiamo presentato un esposto all’Antitrust sull’andamento anomalo dei carburanti – afferma Dona – In particolare, viste le innumerevoli precedenti archiviazioni dell’Authority, abbiamo fatto riferimento al recente riordino delle accise previsto dal decreto 14 maggio 2025 che avrebbe dovuto essere, per il singolo consumatore, una partita di giro, con il gasolio che sarebbe dovuto costare 1,50 centesimi in più al litro, 1,83 conteggiando anche l’Iva al 22% e la benzina che sarebbe dovuta scendere in modo corrispondente. In questo caso, infatti, non si può prendere a pretesto, come giustificazione, l’andamento dei prezzi all’ingrosso internazionali, dato che il decreto valeva solo per l’Italia e che l’andamento del petrolio influenza in egual modo sia il gasolio che la benzina. Insomma, al rincaro del gasolio sarebbe dovuto comunque corrispondere un analogo ribasso della benzina. Ma così non è stato! Ora speriamo che l’Antitrust indaghi con riferimento al rispetto della legge n. 287/90».