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AUTOSTRADE PER L’ITALIA, ANTITRUST AVVIA ISTRUTTORIA SU PEDAGGI E MANCATE INFORMAZIONI

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L’Antitrust avvia un’istruttoria verso Autostrade per l’Italia per carenze informative sui rimborsi e per il mancato adeguamento del pedaggio sulla tratta A/16 Napoli/Canosa. La società si difende: abbiamo operato correttamente

Sabrina Bergamini

Carenze informative sui rimborsi e mancato adeguamento del pedaggio su alcuni tratti della rete autostradale. Su queste due pratiche, con l’ipotesi che siano scorrette, sta indagando l’Antitrust che qualche giorno fa ha aperto un’istruttoria nei confronti di Autostrade per l’Italia (ASPI), la società concessionaria della gestione e manutenzione di oltre 3.000 km di rete autostradale gestita in Italia.

 

Le pratiche sotto esame dell’Antitrust

Due le pratiche che vanno accertate. La prima riguarda l’autostrada A/16 Napoli/Canosa e consiste, spiega l’Autorità, nel «mancato adeguamento del pedaggio autostradale a fronte della riduzione delle corsie di marcia nonché di specifiche limitazioni ad 80 km/h della velocità massima consentita, nei due sensi di marcia, per lunghi tratti del percorso, con conseguente rilevate aumento dei tempi di percorrenza».

La seconda pratica investe tutte le tratte della rete autostradale: riguarda le modalità informative sulle procedure di rimborso che si possono attivare se il servizio peggiora per la riduzione delle corsie di marcia o per altre limitazioni alla viabilità, come la riduzione della carreggiata, della velocità massima, la chiusura di alcune uscite.

Il procedimento istruttorio viene accolto con favore dall’Unione Nazionale Consumatori. Commenta il presidente dell’associazione Massimiliano Dona: «È di tutta evidenza che chi va in autostrada paga il pedaggio sulla base del presupposto di poter raggiungere una località in breve tempo e ad alta velocità. Se invece resta imbottigliato perennemente ad 80 km/h per lavori in corso, il pedaggio è giusto che sia adeguato in modo corrispondente».

La difesa di Autostrade

Autostrade a sua volta si difende ricordando di aver attivato durante il 2020 «alcune agevolazioni tariffarie per supportare l’utenza in caso di gravi e rilevanti rallentamenti di traffico dovuti ad attività di cantiere o a restringimenti di carreggiata, in presenza di elevati flussi».

Sono agevolazioni attivate «in casi eccezionali e in modo del tutto volontaristico», spiega la società. Autostrade per l’Italia ricorda di aver deciso, durante le scorse feste di Natale, di attivare il rimborso totale o parziale dei pedaggi sull’autostrada A14 per restringimento della careggiata ma che questo non riguarda la situazione dell’autostrada A16 dove, spiega, «il limite imposto da analoghi restringimenti di carreggiata era di 80km/h e dove, visti i flussi di traffico storicamente inferiori rispetto all’A14, non si verificarono disservizi rilevanti».

Autostrade per l’Italia, si legge in una nota, «confida dunque di dimostrare all’Antitrust l’assoluta correttezza del proprio operato, finalizzato a favorire gli utenti maggiormente incorsi in gravi situazioni di congestionamento della rete. La società ha inoltre comunicato diffusamente, attraverso i propri canali di informazione all’utenza e tramite i media, le modalità per ottenere il rimborso del pedaggio sulla A14, di cui ha già fornite prime oggettive evidenze all’Antitrust.»