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ACQUISTI A RATE: COME SCEGLIERE

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Fare acquisti a rate è per molti l’unica possibilità per potersi permettere prodotti che implicano un certo impegno economico. Così, complici le difficoltà economiche conseguenti alla pandemia del Covid19, sono tanti i consumatori che hanno attivato o stanno pensando di attivare contratti di finanziamento. E sono tanti coloro che scrivono ai nostri sportelli cercando risposta ai loro dubbi: a cosa bisogna fare attenzione? Quanto costano realmente le rate? E come stipulare un contratto realmente vantaggioso? Se anche tu stai dunque pensando di acquistare a rate quel divano che desideri da tempo, non puoi perdere questo articolo!

La corretta informazione: il primo passo per un buon acquisto a rate

La legge è chiara sull’obbligo di una corretta informazione al consumatore che decide di effettuare un acquisto a rate e quindi di stipulare un finanziamento: questo perché le conseguenze di un contratto di credito al consumo possono essere molto rilevanti. Tuttavia, capire quanto ti costerà il finanziamento non è né semplice né scontato. Ecco allora qualche consiglio per evitare problemi!

Il ruolo informativo della pubblicità

Hai mai notato quegli spot televisivi con quelle indicazioni finali scritte talmente piccole da essere praticamente illeggibili dalla tv? Oppure i grandi cartelloni che troviamo sulle strade delle nostre città con pubblicità decisamente poco “informative” sui costi reali di un acquisto a rate?
E ancora, ti sei mai imbattuto in addetti alle vendite sbrigativi che magari ti hanno anche fornito informazioni sbagliate? Ecco, nonostante la legge imponga, fin dalla fase promozionale, obblighi stringenti sulla corretta informazione al consumatore, spesso la pubblicità dà informazioni talmente sommarie o poco chiare da non farci capire quanto ci costerà davvero quell’acquisto a rate.

Il modulo Secci: utile per i nostri acquisti a rate

Per aiutare il consumatore a capire se il finanziamento conviene, il legislatore europeo ha ideato il modulo Secci che si può richiedere nel punto vendita. Si tratta di un documento, che precede il vero e proprio contratto, che è utile per confrontare rapidamente i vari preventivi al fine di individuare il più vantaggioso per il consumatore. Il legislatore ha ideato tutte le sezioni del modulo e ha stabilito che le singole voci non sono modificabili. Inoltre, tutti i campi devono essere riempiti in modo chiaro e sintetico!

E se il commesso si rifiuta di consegnarti la documentazione, sostenendo che potrà farlo solo dopo la firma? Sappi che non è vero! Anzi, ti dirò di più: è tuo diritto avere anche il contratto -prima della firma- per decidere in maniera consapevole se sottoscriverlo o meno.
Ed è anche tuo diritto chiedere del tempo per riflettere, guardare con calma a casa le informazioni e valutare con la dovuta calma, senza farti prendere dalla frenesia dell’acquisto e anzi riflettendo anche sulle altre eventuali rate che già stai pagando, così da non rischiare un sovraindebitamento.

Occhio ai tassi di interesse

Nella scelta della soluzione più vantaggiosa per ottenere un prestito, è fondamentale prestare molta attenzione ai tassi di interesse, in modo da conoscere i costi reali che dovrai sostenere. Quando acquisti a rate, ti impegni infatti non solo a restituire entro i tempi stabiliti il costo del prodotto, ma anche gli interessi e altri costi aggiuntivi!

Quali sono questi costi aggiuntivi? Si tratta di commissioni (ad esempio i costi per l’apertura e per la gestione della pratica) e altre spese, come le imposte o le assicurazioni. Quindi, riassumendo, tassi d’interesse, commissioni e altre spese formeranno il “costo totale” del finanziamento ed è quello che devi considerare. Vediamoli nel dettaglio.

TAN e TAEG: di che si tratta?

Cosa significano gli acronimi TAN e TAEG? E’ una delle domande più frequenti che riceviamo ai nostri sportelli. Chiariamo subito che si tratta di elementi che incidono direttamente sull’importo finale della rata, quindi è fondamentali conoscerli.

Il TAN (Tasso  Annuo  Nominale) è il tasso di interesse “puro”. Di conseguenza non comprende spese o commissioni, quindi non ti dà informazioni su “tutti” i costi del finanziamento!

Il TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale) invece indica il costo “totale” del finanziamento, perché comprende anche spese e commissioni.

Pertanto, quando raccogli informazioni sull’offerta di un prestito, la voce principale che devi considerare è proprio il TAEG: da qui potrai capire se il finanziamento che ti viene proposto è in linea con le tue possibilità economiche. Non fidarti mai, invece, delle offerte che mettono in evidenza solo il TAN poiché non ti permettono di avere un quadro completo delle spese che dovrai affrontare.

Tasso zero: posso fidarmi

E se per i tuoi acquisti a rate ti viene proposta un’offerta a tasso zero? Ben venga, ma prima devi verificare che si tratti di un “vero” tasso zero, quindi anche il TAEG deve essere zero! E se una finanziaria sceglie di “rinunciare” al suo compenso, sappi che in realtà entra in possesso dei tuoi dati e questi sono preziosi (li userà per mandarti la proposta di altri finanziamenti in futuro).
Inoltre, talvolta i finanziamenti a tasso zero nascondono dei costi esorbitanti in caso di ritardo nel pagamento, anche di una sola rata! Addirittura, a volte la finanziaria invia in ritardo i bollettini proprio per farti pagare di più, così incassando i costi di mora!

Tasso di interesse: come si capisce se è conveniente?

Veniamo dunque a una domanda cruciale: ma come capire se i tassi d’interesse proposti in un’offerta di prestito sono realmente convenienti? Occorre verificare se sono in linea con i valori medi del mercato. Per farlo puoi consultare le tabelle dei “tassi soglia” pubblicate ogni tre mesi dalla Banca d’Italia e che per legge devono essere esposte sul sito internet delle finanziarie o all’interno dei loro locali. Individuare il tasso soglia è dunque il primo, importante passo che devi compiere per verificare che il finanziamento (o il prestito) non siano illegali, in quanto usurari.

Carta revolving: cos’è?

Talvolta,  invece del classico pagamento rateale, potrebbero proporti una carta revolving. Si tratta di una carta simile a una carta di credito tradizionale, ma attenzione: mentre con la carta di credito tradizionale hai un estratto conto che mette insieme -senza interessi- tutte le spese che hai sostenuto nel mese precedente, con la carta revolving pagherai un tasso di interesse piuttosto salato, quasi sempre a due cifre. Anche se negli ultimi tempi i grandi negozi usano meno questo escamotage, tieni gli occhi sempre ben aperti.

14 giorni per ripensarci

E se vuoi ripensarci e annullare il contratto di finanziamento che hai stipulato per i tuoi acquisti a rate? Niente paura! Sappi che la normativa sul credito al consumo ti permette di recedere dal contratto entro 14 giorni dalla sottoscrizione del finanziamento.

Bene, ora che hai un quadro completo, puoi valutare in modo informato e consapevole se acquistare o meno a rate quel divano che desideri da tempo!

Per problemi di acquisti a rate contatta i nostri esperti.

Autore: Sonia Galardo