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VENDITE NON FOOD, QUEST’ANNO SI SALVA SOLO L’AUTOMEDICAZIONE

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L’Osservatorio Non Food 2020 di GS1 Italy fotografa l’andamento delle vendite non food. 2020 negativo per tutti i settori tranne l’automedicazione, i segnali di ripresa ci saranno nel 2021. Cresce invece l’e-commerce

Sabrina Bergamini

I consumatori comprano integratori e prodotti igienizzanti. Mentre lasciano indietro abbigliamento, calzature, cancelleria, anche bricolage. Quest’anno saranno tutte in flessione le vendite dei prodotti del settore non alimentare, il non food. Si salva solo l’automedicazione. Qualche segno di ripresa ci sarà invece il prossimo anno, perché il 30% dei consumatori ha rinviato al 2021 gli acquisti non fondamentali.

Il dato viene da un’analisi dell’Osservatorio Non Food 2020 di GS1 Italy, che analizza l’andamento del mercato non alimentare nel 2019 (anno di stasi), nel 2020 e stima le tendenze dell’anno prossimo.

 

L’anno della pandemia conferma le difficoltà del settore e le previsioni di vendite in calo per il largo consumo non alimentare.

«E il 2021 – dicono da Tendenze online, il magazine di GS1 Italy – si avvicina con un carico di incognite, connesse all’andamento della pandemia e alla situazione economica, ma anche con un ventaglio di potenzialità, legate all’arrivo di innovazioni tecnologiche che dovrebbero rilanciare i consumi in diversi settori».

Mercato non food, vendite giù nel 2020

Fra i mercati non alimentari monitorati rientrano abbigliamento e calzature, elettronica di consumo, mobili e arredamento, bricolage, prodotti di automedicazione, profumeria, casalinghi, giocattoli, edutainment (formazione più intrattenimento).

Quest’anno, evidenzia l’Osservatorio, segna un bilancio negativo per tutto il non food, fatta eccezione per l’automedicazione. Pesano i timori per la salute, la preoccupazione per la situazione economica e la preferenza che gli italiani stanno accordando al risparmio. I consumatori frequentano meno i negozi non alimentari, rimandano a tempi migliori l’acquisto di arredamento ed elettrodomestici.

Il risultato è un calo di tutte le vendite non food ad eccezione, come detto, dell’automedicazione, in cui rientrano i prodotti igienizzanti e gli integratori. L’Osservatorio stima vendite in forte calo per la cancelleria (meno 32/40%) e per l’abbigliamento e le calzature, in flessione del 30/39%. Vendite giù anche per il bricolage (meno 18/25%).

2020, cresce l’e-commerce

Il calo delle vendite, dice l’Osservatorio Non Food Gs1 Italy, riguarderà quest’anno soprattutto le grandi catene e le superfici specializzate, perché i consumatori frequentano meno i punti vendita. Sale invece l’e-commerce, come già evidenziato nei mesi scorsi da più indagini.

«Il 2020 segnerà un nuovo record nella crescita dell’e-commerce, che supererà il 10% di incidenza in diversi mercati non alimentari – dice l’Osservatorio –  Anche grazie ai nuovi clienti che si sono avvicinati al web durante il lockdown e che ora per il 60-80% dichiarano di voler continuare a comprare online. Dal 15% al 25% dei consumatori intervistati dall’Osservatorio Non Food di GS1 Italy dichiara di voler sostituire gli acquisti fatti nei negozi fisici con quelli realizzati via web».

Il 30,1% degli intervistati ha deciso di rimandare al 2021 gli acquisti non fondamentali. La ripartenza delle vendite non food è attesa per l’anno prossimo, anche attraverso la spinta dell’innovazione tecnologica (arriveranno novità nella telefonia e nell’elettronica di consumo), dei bonus e degli incentivi statali.