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FARMACI “ANTI COVID” VENDUTI ONLINE, OSCURATI DAI NAS 102 SITI

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I Nas hanno oscurato 102 siti sui quali venivano effettuate “la pubblicità e l’offerta in vendita” di farmaci che, in questi mesi, sono stati a vario titolo collegati all’emergenza COVID-19, con gravi rischi per la salute

Francesca Marras

Prosegue l’attività di vigilanza collegata all’emergenza Covid-19. Nel mese di dicembre, a seguito di un’operazione di controllo realizzata dai Nas, sono stati oscurati 102 siti, sui quali venivano effettuate “la pubblicità e l’offerta in vendita” di svariate tipologie di farmaci che, in questi mesi, sono stati a vario titolo collegati all’emergenza COVID-19.

Salgono, dunque, a 237 i siti oscurati dal Comando Carabinieri per la Tutela della Salute nel corso del 2020. Di questi 217 erano connessi con l’emergenza COVID-19.

 

Farmaci “anti Covid” online, l’indagine

I Nas hanno individuato, in particolare, una serie di farmaci con varie indicazioni terapeutiche, soggetti a obbligo di prescrizione e vendibili solo in farmacia da parte di farmacista abilitato, e l’offerta in vendita di medicinali contenenti principi attivi soggetti a particolari restrizioni d’uso e specifiche indicazioni d’impiego in relazione all’infezione da SARSCOV-2.

Tra questi “l’antimalarico clorochina, in relazione alla quale – spiega una nota dei Nas – come per l’idrossiclorochina, l’AIFA ha pubblicato, in data 22 dicembre 2020, una scheda aggiornata contenente elementi utili a orientare la prescrizione e a definire un rapporto tra benefici e rischi sul singolo paziente”.

Sono stati individuati, inoltre, gli antivirali lopinavir/ritonavir, di cui l’Aifa ha sospeso l’utilizzo off label al di fuori degli studi sperimentali clinici.

Presenti sulle vetrine virtuali, anche l’antivirale ribavirin, il cui uso è stato autorizzato solo per pazienti ospedalizzati con difficoltà respiratorie legate al COVID-19;  l’antibiotico azitromicina, rispetto al quale l’AIFA ha precisato gli elementi necessari per una corretta prescrizione e per valutare il rapporto tra benefici e rischi sul paziente, e l’antinfiammatorio colchicina, oggetto di uno studio sperimentale nel trattamento del COVID-19.

E poi, ancora, l’antinfiammatorio indometacina, la cui assunzione fuori stretto controllo medico può causare gravissimi effetti collaterali, e l’antivirale daclatasvir, offerto in rete nonostante l’EMA ne abbia vietato l’uso in tutta l’Unione Europea, a seguito del mancato rinnovo dell’autorizzazione all’immissione in commercio deciso dal titolare.

I rischi per la salute

“Il mercato virtuale veicolato dalla rete internet è diventato un’importante fonte di commercio e approvvigionamento di farmaci ad uso umano, molto spesso non autorizzati, con claim accattivanti e asseritamente vantanti proprietà in grado di prevenire e curare diverse patologie, spesso facendo riferimento a presunti studi di sedicenti esperti, che espongono i cittadini a gravissimi rischi per la salute”, spiega la nota dei Nas.

“La vendita e l’acquisto di “medicinali con obbligo di prescrizione” attraverso internet – prosegue – oltre ad essere vietati dalla normativa italiana, sono soprattutto estremamente pericolosi per la salute, non essendovi affatto contezza né della reale composizione degli stessi, né delle corrette modalità di produzione e conservazione, né degli effetti e delle reazioni che la loro assunzione può cagionare”.

Per questo motivo, si raccomanda di attenersi solo alle indicazioni fornite dagli Organi ufficiali e a consultare i siti istituzionali, diffidando della presenza di offerte sul web di farmaci non autorizzati.

Si ricorda, infine, che sul sito del Ministero della Salute è possibile consultare l’elenco dei siti delle farmacie e degli esercizi espressamente autorizzati alla vendita dei “medicinali senza obbligo di prescrizione” . Siti riconoscibili attraverso il Logo Identificativo Nazionale, che deve essere chiaramente visibile su ciascuna pagina dedicata ai medicinali.