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SPESE MEDICHE DETRAIBILI SOLO CON MEZZI DI PAGAMENTO TRACCIABILI: IN QUALI CASI

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Ecco i chiarimenti del Fisco su chi può effettuare il pagamento e come documentare la tracciabilità

Antonino Salvaggio RAGIONIERE COMMERCIALISTA

La campagna dichiarativa 2021 è alle porte ed anche quest’anno le novità non mancano. Una delle più importanti novità da segnalare è quella relativa alle spese sanitarie per cui spetta la detrazione del 19% ai fini IRPEF, che devono essere sostenute con strumenti di pagamento tracciabili.

Non è una novità di poco conto. Per poter detrarre le spese mediche sostenute nel 2020 e poter fruire della detrazione fiscale del 19%, i contribuenti interessati devono poter dimostrare di avere effettuato il pagamento delle spese sanitarie con uno strumento di pagamento tracciabile e portare al CAF o al commercialista copia del documento fiscale (fattura o ricevuta) e copia del pagamento.

E quindi, giusto per fare un esempio, una visita medica specialistica privata, per essere detraibile, deve essere pagata con mezzi di pagamento tracciabili. Se la stessa, è pagata in contanti, il contribuente non può fruire della detrazione (anche se è in possesso della fattura).

L’obbligo di pagare con mezzi tracciabili riguarda tutte le spese sanitarie? No. L’obbligo non sussiste per le spese sostenute per l’acquisto di medicinali e di dispositivi medici e per le prestazioni rese da strutture pubbliche o private accreditate con il Servizio Sanitario Nazionale.

L’obbligo di pagare con strumenti tracciabili le spese sanitarie sostenute nell’anno per poter beneficiare della detrazione fiscale in dichiarazione dei redditi è stato introdotto dalla Legge 160 del 27 dicembre 2019 (legge di Bilancio 2020).

In buona sostanza, per poter detrarre le spese mediche nella dichiarazione dei redditi è necessario che le stesse siano pagate con carte di debito e carte di credito, carte prepagate, assegni bancari e circolari o altri strumenti di pagamento tracciabili (pagamenti elettronici, etc.).

Cosa si intende per “altri strumenti di pagamento tracciabili”? Per l’Agenzia delle Entrate sono strumenti tracciabili tutti quelli che garantiscono la tracciabilità e l’identificazione del suo autore al fine di permettere efficaci controlli da parte dell’Amministrazione Finanziaria.

A questo punto la domanda sorge spontanea: e se la spesa sanitaria viene pagata con il bancomat di un familiare (genitore, figlio, etc.) la detrazione spetta ugualmente?

Il chiarimento arriva dalla stessa Agenzia delle Entrate, con la risposta n. 484 del 19 ottobre 2020 fornita ad una contribuente che ha pagato la spesa medica con il bancomat del figlio. Nel caso in questione, la contribuente (non titolare di bancomat e poco avvezza all’utilizzo di mezzi di pagamento elettronici) aveva pagato una spesa medica con la carta bancomat intestata al figlio.

L’Agenzia delle Entrate risponde affermativamente, ritenendo che la contribuente abbia tutto il diritto alla detrazione del 19% sull’IRPEF se è intestataria della fattura relativa alla visita medica eseguita.

L’Agenzia delle Entrate ritiene che la spesa possa considerarsi sostenuta dalla contribuente alla quale è intestato il documento di spesa, non rilevando a tal fine l’esecutore materiale del pagamento. Occorre tuttavia assicurare la corrispondenza tra la spesa detraibile per il contribuente ed il pagamento effettuato da un altro soggetto.

Come dimostrare l’avvenuto pagamento? Il contribuente deve poter dimostrare l’utilizzo del mezzo di pagamento tracciabile attraverso prova cartacea della transazione con ricevuta bancomat, con l’estratto conto o la copia del bollettino postale, del MAV o del pagamento eseguito con PagoPA.

In mancanza, la tracciabilità può essere documentata tramite l’annotazione in fattura, ricevuta fiscale o documento commerciale da parte del percettore delle somme che ha effettuato la prestazione.

e se la spesa medica è stata pagata con carta di credito del coniuge? anche in questo caso, l’agenzia delle entrate, con la risposta n. 431 del 2 ottobre 2020, chiarisce che il contribuente possa utilizzare la propria carta di credito per pagare le spese detraibili riferite al coniuge, per le quali sussiste l’obbligo di tracciabilità, senza perdere il diritto alla detrazione, purché tale onere sia effettivamente sostenuto dal soggetto intestatario il documento di spesa, circostanza nel caso di specie, ulteriormente supportata dalla cointestazione del conto corrente sul quale è emessa la carta di credito.

Si consiglia quindi agli operatori sanitari non convenzionati con il ssn di avvisare i propri pazienti di questa nuova disposizione sulla tracciabilità delle spese sanitarie, cercando di incentivare i pagamenti con pos e bonifico.