Home Telefonia REGISTRO OPPOSIZIONI, CDM APPROVA REGOLAMENTO. UNC: PASSO AVANTI CONTRO TELEMARKETING

REGISTRO OPPOSIZIONI, CDM APPROVA REGOLAMENTO. UNC: PASSO AVANTI CONTRO TELEMARKETING

14
0

“Un altro passo avanti contro le telefonate indesiderate o addirittura moleste”. Così l’Unione nazionale consumatori ha accolto l’approvazione, in via preliminare, del regolamento che modifica la disciplina relativa al Registro pubblico delle opposizioni. Il provvedimento è stato esaminato e approvato nell’ultimo Consiglio dei Ministri. L’associazione chiede ora che si introduca il prefisso unico che identifica le telefonate per finalità statistiche o di vendita e marketing.

Il CdM  su proposta del presidente Paolo Gentiloni e del Ministro dello sviluppo economico Carlo Calenda “ha approvato, in esame preliminare, un regolamento, da adottarsi mediante decreto del Presidente della Repubblica, che modifica la disciplina relativa al registro pubblico delle opposizioni, secondo quanto disposto dalla legge annuale per il mercato e la concorrenza per il 2017”.

È quanto si legge nella nota ufficiale di Palazzo Chigi, che spiega come il regolamento “estende la possibilità, per il cittadino, di negare agli operatori di telemarketing l’utilizzo dei propri dati presenti negli elenchi telefonici pubblici anche per gli invii effettuati tramite posta cartacea”. Altro elemento evidenziato, è che il provvedimento “razionalizza i canali di accesso per i cittadini al Registro, eliminando il fax, di fatto poco utilizzato nei primi sette anni di esercizio”. Sul testo è stato acquisito il parere favorevole dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ed è stato sentito il Garante per la protezione dei dati personali.

“Bene, un altro passo avanti contro le telefonate indesiderate o addirittura moleste. Era uno dei tanti decreti che attendevamo con impazienza – ha commentato Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori – Ora mancano, però, gli altri 2 provvedimenti che servono per attuare e rendere definitivamente operativa la riforma entrata in vigore il 4 febbraio, a cominciare, in particolare dai prefissi unici che servono ad identificare e distinguere le chiamate telefoniche per finalità statistiche o per pubblicità vendita e  comunicazione  commerciale”.