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OSSERVATORIO INDIFESA: 61% DEI GIOVANI VITTIMA DI BULLISMO O CYBERBULLISMO

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6  adolescenti su 10 dichiarano di non sentirsi al sicuro online; tra le preoccupazioni il Revenge porn. Con la pandemia aumenta, inoltre, il senso di solitudine. L’Osservatorio indifesa di Terre des Hommes e ScuolaZoo

Francesca Marras

Bullismo e Cyberbullismo rappresentano due delle minacce più temute tra gli adolescenti. I numeri sono preoccupanti e per tanti giovani sembra essere un’esperienza di sofferenza quotidiana. È quanto racconta l’Osservatorio indifesa 2020 di Terre des hommes e ScuolaZoo, attraverso le risposte di 6.000 adolescenti, dai 13 ai 23 anni, provenienti da tutta Italia. Il 68% di loro dichiara, infatti, di aver assistito ad episodi di bullismo, o cyberbullismo, mentre ne è vittima il 61%.

 

Ragazzi e ragazze esprimono sofferenza per episodi di violenza psicologica subita da parte di coetanei (42,23%) e in particolare il 44,57% delle ragazze segnala il forte disagio provato dal ricevere commenti non graditi di carattere sessuale online.

Dall’altro lato l’8,02% delle ragazze e il 14,76% dei ragazzi ammettono di aver compiuto atti di bullismo, o cyberbullismo.

L’indagine viene presentata a pochi giorni dalla Giornata internazionale contro il bullismo (7 febbraio) e dal Safer Internet Day (9 febbraio).

Osservatorio indifesa, i giovani si sentono sicuri online?

Tra i partecipanti alla rilevazione, 6 su 10 dichiarano di non sentirsi al sicuro online. In particolar modo le ragazze, sui social media e sulle app per incontri, come confermato dal 61,36% di loro.

Il cyberbullismo è indicato come uno dei maggiori rischi (66,34%), a seguire i ragazzi temono la perdita della propria privacy (49,32%) il Revenge porn (41,63%) il rischio di adescamento da parte di malintenzionati (39,20%) stalking (36,56%) e di molestie online (33,78%).

Mentre dopo il cyberbullismo, l’incubo maggiore per le ragazze è il Revenge porn (52,16%) insieme al rischio di subire molestie online (51,24%) l’adescamento da parte di malintenzionati (49,03%) e la perdita della propria privacy (44,73%).

Preoccupa il Revenge porn

In particolare, per quanto riguarda il Revenge porn, 1 adolescente su 3 conferma di aver visto circolare foto intime sue o di amici sui social network.

Il 95,17% delle ragazze e l’89,76% dei ragazzi riconoscono che vedere le proprie foto/video hot circolare senza il proprio consenso online, o su cellulari altrui, è grave quanto subire una violenza fisica.

Tuttavia persistono i pregiudizi da sconfiggere. Secondo l’Osservatorio il 15,21% dei ragazzi e l’8,39% delle ragazze considerano come una “ragazza facile” la ragazza che decide di condividere foto o video a sfondo sessuale con il/la partner.

L’impatto del Covid-19

I dati dell’Osservatorio Indifesa 2020 destano allarme e ci dicono come gli effetti della pandemia e i drastici cambiamenti che questi hanno portato nella vita dei ragazzi siano drammatici. L’isolamento sociale, la didattica a distanza e la perdita della socialità stanno provocando una profonda solitudine e demotivazione ma anche ansia, rabbia e paura”, afferma Paolo FerraraDirettore Generale di Terre des Hommes.

Il 93% degli adolescenti, infatti, ha affermato di sentirsi solo, con un aumento del 10% rispetto alla rilevazione precedente.

“La solitudine – prosegue Paolo Ferrara – sta portando anche a un ripiegamento sempre maggiore nei social dove aumentano i rischi di bullismo, cyberbullismo e di Revenge porn. Finalmente la legge n. 69/2019 ha disciplinato questa fattispecie come reato, ma non possiamo abbassare la guardia sugli aspetti educativi: il Revenge porn sottintende il tradimento di un rapporto di fiducia ed è fondamentale ribadire che non possono essere ammessi atteggiamenti ambigui o colpevolizzanti nei confronti delle vittime”.

La crescita del senso di isolamento dei giovani rileva ancora di più considerando che la percentuale di chi ha indicato di provare solitudine “molto spesso” è passata dal 33% al 48%.