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Sono purtroppo numerosi consumatori che si rivolgono alla nostra associazione per denunciare il recupero crediti aggressivo. Si tratta di operatori del recupero crediti poco seri che utilizzano toni e metodi del tutto inopportuni arrivando a minacciare il malcapitato.

Prima di tutto è bene chiarire cosa fanno le società di recupero credito per poi capire come riconoscere e difendersi da quelle aggressive.

Cosa fanno le società di recupero crediti

L’attività di recupero crediti verso i consumatori comprende tutti quegli interventi finalizzati ad ottenere il pagamento di una somma dovuta da un soggetto privato per un debito nei confronti di una impresa. Tale attività deve essere svolta nel rispetto delle normative di legge e dei codici di autoregolamentazione che si sono dati alcuni gestori.

“Vuoi guadagnare 1.000 euro l’ora?”. Se partecipando a un meeting, seduti davanti al televisore o navigando su Internet vi viene proposto qualcosa del genere, il consiglio è di lasciar perdere immediatamente. Non si tratta infatti di un’occasione imperdibile, bensì di una delle tante truffe effettuate con sistemi di vendite piramidali. Nonostante in Italia questo tipo di pratiche sia vietato dalla legge, purtroppo continuano a essere tante le persone raggirate. Ecco una serie di informazioni utili per capire in cosa consistono questi sistemi di vendite piramidali – comunemente chiamate catene di Sant’Antonio o, in gergo tecnico, multilevel marketing – e come riconoscere gli inganni.

In un anno in cui la pandemia da Covid-19 ha avuto un impatto economico e sociale significativo in tutto il mondo, il 68% dei consumatori italiani afferma di avere difficoltà finanziarie. Il 20% lo aveva già dichiarato prima della pandemia, mentre il 48% lo è diventato in seguito. Questa percentuale è superiore alla media globale (46%) e al dato dei 5 maggiori paesi europei (Germania – 28%, Francia – 32%, Regno Unito – 35%, Spagna – 45%). E’ quanto emerge dal report NielsenIQ “Unlocking recessionary consumption” che descrive quattro nuovi gruppi di consumatori rispetto alle loro previsioni di spesa per il 2021.

Firmato l’accordo tra Trenitalia e le associazioni dei consumatori per risolvere in modo rapido le dispute tra i viaggiatori e l’azienda di trasporto

Trenitalia e le associazioni dei consumatori hanno siglato un accordo che permetterà di introdurre anche nel trasporto regionale la conciliazione paritetica. Grazie a questo sistema anche i viaggiatori dei treni regionali, oltre a quelli delle Frecce per cui è già attivo, potranno risolvere in modo rapido le piccole controversie senza dover ricorrere alla giustizia ordinaria.

Cos’è la conciliazione paritetica

La conciliazione paritetica consente una risoluzione extragiudiziale delle controversie tra Trenitalia e i viaggiatori che, dopo un reclamo, non hanno reputato adeguato l’indennizzo fornito dall’azienda. Trenitalia è un organismo certificato di risoluzione alternativa delle controversie, detto anche organismo ADR (Alternative Dispute Resolution), che dal 2009 mette a disposizione la procedura di conciliazione per i passeggeri del trasporto nazionale. Nel 2020 sono state 583 le conciliazioni convocate che hanno portato alla risoluzione delle controversie nel 96% dei casi discussi.

Dialogo continuo

La firma odierna fa parte di un percorso iniziato a dicembre 2019 con l’avvio del confronto, successivamente condiviso con le Regioni. Da luglio 2020, gli sforzi congiunti di Trenitalia e delle associazioni dei consumatori hanno gettato le basi per siglare il nuovo protocollo. Un dialogo continuo e proficuo che conferma l’attenzione di FS Italiane e di tutte le società del Gruppo per la mobilità regionale e le necessità espresse dalle rappresentanze dei consumatori.

Per Luigi Corradi, ad di Trenitalia: “Estendere anche ai viaggiatori dei treni regionali lo strumento della conciliazione paritetica è un ulteriore segnale di attenzione e impegno verso i milioni di persone che ogni giorno utilizzano i nostri treni. Abbiamo già delle performance che ci collocano ai vertici europei nella qualità del servizio, ma lavoriamo per migliorarci ulteriormente e lo facciamo con i fatti, come dimostrano i massici investimenti sul trasporto regionale”.

Maggiore attenzione e investimenti per i treni regionali

Il servizio dei treni regionali viene sempre più apprezzato dai viaggiatori ed è in costante aumento il numero dei suoi fruitori: si è passati dai 447 milioni del 2015 agli oltre 463 milioni del 2019.  Una crescita che va di pari passo con gli investimenti del Gruppo. Dal 2019 al 2025 investiti oltre 6 miliardi di euro per acquistare 634 nuovi treni e proprio lo scorso 18 marzo FS ha emesso un green bond da un miliardo di euro per l’acquisto di nuovi convogli. 

 

 

Mario di Salvia 

Per il GdP di Avellino, il viaggiatore che non può usufruire del pacchetto vacanza per febbre ha diritto a essere rimborsato per impossibilità sopravvenuta

Malattia come impossibilità sopravvenuta a viaggiare

Con la recente sentenza qui sotto allegata, il Giudice di Pace di Avellino ha affrontato la questione dell'impossibilità sopravvenuta di una viaggiatrice ad usufruire di un pacchetto turistico acquistato, giungendo a conclusioni che meritano nota.

Nel dettaglio, la donna che si era rivolta al Giudice di Pace aveva acquistato un pacchetto viaggio per quattro persone per un week end in una località europea, nel periodo compreso tra il 29/02/2020 al 03/03/2020, comprendente volo A/R, pernottamento in hotel e transfert per aeroporto, il tutto per l'importo di euro 953,74.

Nel 2019, la spesa media mensile delle famiglie per la fornitura di acqua nell’abitazione è in media 14,62 euro. Mentre, per l’acquisto di acqua minerale, la spesa mensile sostenuta dalle famiglie è di 12,57 euro nel 2019

Nel 2019, secondo i dati Istat, la spesa media mensile delle famiglie per la fornitura di acqua nell’abitazione è in media 14,62 euro, pressoché invariata rispetto al 2018 e pari allo 0,6% della spesa complessiva per il consumo di beni e servizi. Questa voce di spesa è aumentata, però, del 9,2% rispetto al 2015.

Mentre, per l’acquisto di acqua minerale la spesa mensile sostenuta dalle famiglie è di 12,57 euro nel 2019, solo due euro in meno della spesa per la fornitura di acqua. Questo dato risulta in costante crescita nel quinquennio 2015-2019, pur con un lieve rallentamento nell’ultimo anno (+0,7% la variazione sull’anno precedente, +4,5% tra 2018 e 2017).

E-book download +50,4%, computer +20,6%, giochi elettronici +16,9%. L’Unione Nazionale Consumatori stila la top ten dei rincari durante la pandemia

L’Unione Nazionale Consumatori ha condotto uno studio sui prodotti più rincarati durante la pandemia, facendo il confronto con i prezzi di febbraio 2020, ultimo mese pre-lockdown, ossia prima che scattassero i rialzi avvenuti durante l’emergenza Covid, elaborando i dati Istat.

«C’è chi si è approfittato del fatto che gli italiani erano costretti ad acquistare alcuni prodotti per via dell’emergenza Covid, in particolare lockdown, smart working e Dad, per lucrare. Gli aumenti sono talmente stratosferici che appaiono ingiustificati», commenta Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.