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Gabriella Lax 

L'Inps ha fornito nuove istruzioni in relazione alla durata dei giorni in caso di lavoro part time di tipo verticale o misto con attività lavorativa superiore al 50% dell'orario a tempo pieno

Permessi 104, le nuove istruzioni dell'Inps

Arrivano nuove istruzioni in relazione al riproporzionamento della durata dei giorni di permesso della "Legge 104" nei casi di lavoro part time di tipo verticale o misto con attività lavorativa superiore al 50% dell'orario a tempo pieno anche a seguito dell'orientamento giurisprudenziale consolidatosi da parte della Corte di Cassazione e dei chiarimenti del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali. a fornirle è l'Inps con la circolare n. 45 del 19 marzo 2021.

Facile.it analizza i costi delle principali spese di casa: RC auto, mutui, prestiti, bollette luce e gas, conti correnti, telefonia mobile e internet casa, confrontando le tariffe di gennaio 2020 e quelle attuali

Francesca Marras

Come sono cambiate le tariffe delle principali spese di casa dopo un anno dall’inizio della pandemia? Cosa è lecito attendersi per il prossimo futuro? Da queste domande parte l’analisi di Facile.it su RC auto, mutui, prestiti, bollette luce e gas, conti correnti, tariffe di telefonia mobile e internet casa, confrontando i costi di gennaio 2020 e quelli attuali.

Spese di casa, cosa è successo ai mutui

Con lo scoppio della pandemia si è registrato in Italia un calo dei tassi dei mutui – evidenzia l’indagine, – queste condizioni sono perdurate per tutto il 2020 e ancora oggi gli indici sono mediamente inferiori rispetto a quelli rilevati prima dell’arrivo del Covid. Se si guarda al tasso fisso, per un mutuo di 126.000 euro da restituire in 25 anni, il Taeg medio è passato dall’1,58% di gennaio 2020 all’1,24% di febbraio 2021.

Anche se pochi lo sanno, da diversi anni è possibile, per chi ha un basso reddito, accedere al bonus sociale per elettricità, gas e acqua per ottenere una riduzione sulle bollette. E’ uno strumento a disposizione dei consumatori che andrebbe potenziato e che pochi conoscono: secondo quanto abbiamo verificato, ogni anno vi accede un numero di famiglie di molto inferiore rispetto a quelli che ne avrebbero diritto.

Cos’è il Bonus sociale

E’ uno sconto sulla bolletta, introdotto dal Governo e reso operativo dall’Autorità per l’energia elettrica, il gas ed il sistema idrico, per assicurare un risparmio sulla spesa per l’energia elettrica, il gas e l’acqua alle famiglie in condizione di disagio economico (e per quanto riguarda il Bonus Elettricità anche per chi ha familiari con problemi fisici che li costringono ad utilizzare delle apparecchiature elettromedicali e, quindi, a consumare di più). Infatti il bonus è previsto per situazioni di “disagio economico” (per famiglie con reddito ISEE non superiore a 8.265 euro o per famiglie numerose con più di 3 figli a carico con ISEE non superiore a 20.000 euro) e per “gravi condizioni di salute” (disagio fisico dovuto a casi in cui una grave malattia costringa all’utilizzo di apparecchiature mediche alimentate con l’energia elettrica indispensabili per il mantenimento in vita). Possono accedere al Bonus anche i titolari del Reddito di cittadinanza, in base alla legge 28 marzo 2019, n. 26, anche se la soglia ISEE è superiore a 8.265 euro.

Scontrini, ricevute, fatture: ne sentiamo parlare tutti i giorni, ma non tutti sappiamo la differenza e se sono sempre obbligatori. Ogni persona (fisica o giuridica) che svolge un’attività d’impresa o lavoro autonomo deve emettere, per le somme che percepisce, un documento fiscale.

La differenza principale tra la ricevuta fiscale e la fattura è che la prima si emette principalmente a soggetti privati (non titolari di partita IVA) ed è paritetica allo scontrino, la seconda si emette a soggetti con partita IVA, in genere professionisti e aziende.

La domanda dei consumatori: è vero che è preferibile evitare di mangiare fra un pasto e l’altro?

La risposta di Marcello Ticca, nutrizionista e dietologo

È vero il contrario. Ormai possediamo moltissimi dati – ricavati tanto da studi sperimentali quanto da studi su ampi gruppi di popolazione – che dimostrano come un aumento della frequenza dei pasti influenzi positivamente tutta una serie di variabili di notevole interesse per la difesa della salute, a patto, naturalmente, di tenere sotto controllo la quantità e la qualità complessive di ciò che si mangia. E, parallelamente, è stato anche dimostrato che se, al contrario, si concentra la assunzione di cibo in un solo grosso pasto quotidiano, o al massimo due, i rischi per la salute tendono ad aumentare significativamente. In sostanza, sembra che sia proprio il frazionamento dei pasti il comportamento alimentare più corretto, ossia quello che – a parità di quantità e qualità della dieta consumata, è utile ripeterlo – è capace da un lato di ridurre il rischio di sovrappeso e obesità, di aumento della colesterolemia e della glicemia e di aumento della massa grassa corporea e dall’altro di provocare, dopo il pasto, una vantaggiosa diminuzione dei livelli di insulina e di glucosio nel sangue. Insomma, il “mangiare frazionato” diluisce utilmente il carico di nutrienti, con il risultato che le stesse calorie, ripartite in più momenti, finiscono anche con lo stimolare molto di meno la produzione di tessuto adiposo.

cosmetici fanno parte della nostra vita quotidiana e tutti ne apprezziamo i benefici che comportano in termini di benessere. Pensiamo ad esempio ai saponi che, oltre ad eliminare grasso, sporco e materiali estranei, consentono di allontanare dal nostro corpo microrganismi potenzialmente patogeni oppure alle varie creme che mantengono in buone condizioni la pelle così come alla gradevolezza dei profumi utilizzati per rilasciare piacevoli fragranze o, quanto meno, mascherare odori fastidiosi.

Ma cosa intendiamo per “cosmetici”? La definizione corretta è: “qualsiasi sostanza o miscela destinata ad essere applicata sulle superfici esterne del corpo umano (epidermide, sistema pilifero e capelli, unghie, labbra, organi genitali esterni) oppure sui denti e sulle mucose della bocca allo scopo esclusivamente o prevalentemente di pulirli, profumarli, modificarne l’aspetto, proteggerli, mantenerli in buono stato o correggere gli odori corporei.”

A causa della pandemia, ha rilevato Bankitalia, quasi il 40% delle famiglie che sono in affitto hanno difficoltà a pagarlo. Una risposta potrebbe arrivare dal contributo a fondo perduto introdotto con il dl Ristori che, però, ancora non è operativo.

La legge di bilancio aveva infatti corretto la norma del Ristori producendo un corto circuito interpretativo che il Dl Sostegni, varato dal governo Draghi, ha sciolto. A questo punto, l’Agenzia delle Entrate potrà definire finalmente le sue istruzioni, visto che si sono persi già i primi mesi del 2021.