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MUTUI, PRESTITI E FINANZIAMENTI, L’ANTITRUST INDAGA SU BANCHE E FINANZIARIE

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Antitrust avvia 4 istruttorie e 12 moral suasion nei confronti di sedici tra banche e società finanziarie per condotte relative alla sospensione dei mutui-prestiti ed all’erogazione di nuovi finanziamenti. Soddisfatte le Associazioni dei Consumatori

Francesca Marras

L’Antitrust ha avviato quattro istruttorie nei confronti di primarie banche e società finanziarie (Unicredit, IntesaSanPaolo, Banca Sella e Findomestic) e dodici moral suasion nei confronti di BNL, Banco BPM, UBI Banca, Crédit Agricole, Credem, MPS, Banco Popolare di Sondrio, Creval, BCC Pisa, Agos Ducato, Compass e Fiditalia.

 

In particolare, l’Autorità ha riscontrato una serie di criticità, da parte dell’utenza, ad ottenere il dilazionamento delle esposizioni debitorie rispetto alle banche e alle società finanziarie, e ad avere accesso alla liquidità e al credito, come sarebbe invece previsto dai decreti Cura Italia e Liquidità. E ha ritenuto, pertanto, di dover intervenire nella convinzione che “solo condotte trasparenti, con informazioni complete e chiare, e prive di ostacoli ingiustificati, possono assicurare ai consumatori e imprese il sostegno economico indispensabile per affrontare l’attuale emergenza”.

Banche e finanziarie, le istruttorie

Oggetto delle istruttorie “problematiche emerse sia sull’assenza di informazioni sulla tempistica per avere accesso alle varie misure di sostegno dettate in favore di microimprese e consumatori, che di chiare indicazioni sugli oneri derivanti dalla sospensione del rimborso dei finanziamenti concessi alle imprese, in termini di aumento degli interessi complessivi rispetto al totale originariamente dovuto quale effetto dell’allungamento dei piani di ammortamento” – si legge nella nota stampa dell’Antitrust.

Inoltre, secondo quanto segnalato dall’Autorità, le banche avrebbero posto “indebite condizioni all’accesso a tali misure, quali l’apertura di un conto corrente o possedere specifici requisiti non previsti dalla normativa, oppure avrebbero cercato di dirottare i richiedenti verso forme di accesso al credito diverse e potenzialmente più onerose rispetto a quelle di cui al DL Liquidità”.

“Moral suasion” nei confronti di altre 12 banche

Nei confronti delle altre dodici banche e finanziarie (BNL, Banco BPM, UBI Banca, Crédit Agricole, Credem, MPS, Banco Popolare di Sondrio, Creval, BCC Pisa, Agos Ducato, Compass e Fiditalia), l’Autorità ha avviato un’attività di moral suasion, avendo riscontrato le medesime carenze di tipo informativo sulla tempistica di risposta e sulle effettive condizioni economiche di accesso alla sospensione dei rimborsi dei finanziamenti.

Soddisfatto il Codacons

Sulla vicenda è intervenuto il Codacons, che a maggio aveva presentato un esposto all’Antritrust, nel quale si evidenziavano ostacoli da parte delle banche nell’erogazione dei prestiti previsti dal Governo in favore delle imprese.

“Un monitoraggio realizzato dal Codacons su 15 banche in tutta Italia aveva riscontrato, attraverso 301 telefonate “spia”, comportamenti scorretti da parte degli istituti di credito in merito all’applicazione del Decreto liquidità e ai prestiti garantiti fino a 25mila euro in favore delle piccole imprese – spiega il presidente Carlo Rienzi. – Credito che veniva vincolato alla condizione di essere già clienti della banca interpellata, o sottoposto a valutazioni del merito creditizio, nonostante la legge non prevedesse alcun limite in tal senso”.

“Ostacoli del tutto ingiustificati e denunciati dal Codacons, che hanno danneggiato migliaia di imprese in un momento di grande difficoltà, e che hanno ora portato all’apertura di istruttorie da parte dell’Antitrust – conclude Rienzi. – Attendiamo ora provvedimenti anche da Bankitalia, cui è stato inviato l’esposto, considerato che i ritardi nell’erogazione dei prestiti potrebbero configurare anche reati penali”.

Unione Nazionale Consumatori: bene, si faccia chiarezza

“E’ un fatto che ci sono stati ritardi intollerabili nella sospensione dei mutui e nell’erogazione dei finanziamenti, ora si tratta di individuare le responsabilità –  afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

“Il faro acceso dall’Antitrust potrà consentire di capire cosa non ha funzionato e continua a non funzionare nelle banche e nei decreti Cura Italia e Liquidità”.

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