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L’ITALIA DIFENDE IL MADE IN ITALY

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Lo scorso 2 novembre, a Ginevra, si è svolta una riunione informativa convocata dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) dalla Missione permanente del Brasile per presentare il testo della risoluzione annuale “Foreign Policy and Global Health (Fpgh). Lo fa sapere OnuItalia precisando che l’’Ambasciatore Gian Lorenzo Cornado ha espresso profonda preoccupazione, in particolare in riferimento al il paragrafo che rimanda, tra le altre cose, agli Stati membri affinché “adottino politiche pubbliche fiscali e regolatorie, come la tassazione di alimenti e bevande non salutari, -imballaggio etichettatura ecc. “

 

Il progetto di risoluzione, che sarà negoziato a New York per la successiva adozione da parte dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite e ruota quest’anno sul tema dell’alimentazione, è stato introdotto da un gruppo di sette Stati: Brasile, Francia, Indonesia, Norvegia, Senegal, Sud Africa e Thailandia, si legge in una nota di OnuItalia.

Immediata preoccupazione è stata espressa dal Ministro delle politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo, Gian Marco Centinaio: “Non si tocchino i prodotti Made in Italy. Continuare a discutere sulla reintroduzione di indicatori di nocività sugli alimentari (le cosiddette “etichette a semaforo”), sulla base del contenuto di grassi, zuccheri e sale è veramente pretestuoso. Se alcuni Paesi presso l’OMS non vogliono ancora ragionare, dopo che a settembre è stata adottata una risoluzione che sottolinea invece che non esistono cibi “sani o insalubri”, ma solo “diete sane o insalubri”, allora daremo battaglia. È inaccettabile. Se anche l’Unesco ha dichiarato la Dieta Mediterranea Patrimonio immateriale dell’Umanità, come possiamo pensare che possa far male?”.

Coldiretti parla di “nuovo attacco” che “ punta a colpire gli alimenti che contengono zuccheri, grassi e sale chiedendo di predisporre apposite etichette nutrizionali e di riformulare le ricette, sulla base di un modello di alimentazione artificiale ispirato dalle multinazionali che mette di fatto in pericolo il futuro prodotti Made in Italy dalle tradizioni plurisecolari trasmesse da generazioni di agricoltori che si sono impegnati per mantenere le caratteristiche inalterate nel tempo”.