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IL MERCATO LIBERO DELL’ENERGIA SLITTA AL 1° GENNAIO 2023

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Con l’approvazione del milleproproghe diventa definitivo il rinvio di un anno del passaggio al mercato libero dell’energia. UNC: sono ancora troppi i clienti sul mercato tutelato

Sabrina Bergamini

Il milleproroghe diventa legge e slitta al 1° gennaio 2023 il passaggio al mercato libero dell’energia. Con la conferma della fiducia al governo da parte del Senato e l’approvazione in via definitiva del milleproroghe diventa infatti effettivo il nuovo rinvio dello stop al mercato tutelato dell’energia per i clienti domestici.

 

Mercato libero dell’energia, c’è tempo fino al 2023

Il mercato libero dell’energia slitta dunque di un altro anno, a gennaio 2023. Si tratta del quarto rinvio per il passaggio al mercato libero negli ultimi tre anni. Inizialmente era previsto per il 2018, poi è stato posticipato prima al 2020 poi al 2022. Ora diventa definitivo il nuovo rinvio.

Il mercato dell’energia è un campo complesso per i consumatori e pieno di criticità.

Oltre a offerte poco chiare, condotte poco trasparenti e una certa aggressività nelle pratiche di “conquista” dei nuovi clienti, non mancano i problemi legati all’effettivo risparmio sulle bollette dei consumatori.

La promessa del mercato libero dell’energia è infatti quella di calibrare contratti e prezzi sulla base dei consumi delle famiglie e di avere quindi maggiori risparmi rispetto al mercato tutelato. Questi risparmi, però, in diverse occasioni rischiano di rimanere sulla carta oppure di non essere così determinanti come dovrebbero (o potrebbero).

UNC: troppi clienti ancora sul mercato tutelato

Lo slittamento viene dunque accolto con favore dall’Unione Nazionale Consumatori che parla di “vittoria per i consumatori”. L’associazione sottolinea poi altri due dati: la concentrazione delle imprese nel settore e il fatto che siano ancora tanti i clienti presenti sul mercato tutelato.

Sostiene Marco Vignola, responsabile del settore energia dell’Unione Nazionale Consumatori: «Non ci può essere un mercato davvero libero fino a che i primi cinque operatori detengono l’82,5% del settore domestico per la luce e i primi tre gruppi controllano il 44,3% del mercato del gas. Sono ancora troppi, poi, i clienti nel mercato tutelato, il 45% dei clienti domestici del settore elettrico e il 44% per il gas».

«Ora speriamo – prosegue Vignola – che il legislatore si dia una bella svegliata e invece di passare, all’italiana, da una proroga all’altra, creando incertezza per i mercati e i consumatori, faccia quello che serve per creare le premesse di un mercato davvero libero, colmando ad esempio il vuoto normativo sul destino da riservare ai clienti che non effettueranno alcuna scelta entro il 1° gennaio 2023, prevedendo aste competitive e introducendo un serio albo dei venditori».