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Gabriella Lax 

Il rinvio stabilito dal Decreto "Sostegni" anche in materia di riscossione proroga i termini in materia di accertamento, riscossione, adempimenti e versamenti tributari

Cartelle di pagamento, cambia la scadenza

È stato il decreto Sostegni (n. 41/2021) ad intervenire anche in materia di riscossione ed ha così prorogato i termini relativi ad accertamento, riscossione, adempimenti e versamenti tributari. È stata fissata al 30 aprile 2021 la scadenza dei versamenti derivanti dalle cartelle di pagamento emesse dagli agenti della riscossione, nonché degli avvisi esecutivi previsti dalla legge e relativi alle entrate tributarie. sono dunque sospesi i termini dei versamenti scaduti nel periodo 8 marzo 2020 - 30 aprile 2021 delle cartelle di pagamento, avvisi di accertamento e avvisi di addebito degli agenti della riscossione, il cui pagamento dovrà avvenire entro la fine del mese successivo, ossia il 31 maggio 2021.

Nel 2020, nonostante il blocco delle attività economiche causa Covid e la conseguente drastica riduzione della quantità di rifiuti prodotta – oltre 5 mln di tonnellate in meno rispetto al 2019 – il costo totale della tassa rifiuti (Tari) non arresta la sua corsa e raggiunge il livello record di 9,73 miliardi con un incremento dell’80% negli ultimi 10 anni. Un “vero e proprio paradosso che penalizza ulteriormente le imprese del terziario, già duramente colpite dagli effetti della pandemia, con costi che restano ancora troppo alti e sproporzionati a fronte dei quali, peraltro, non corrisponde un’efficiente gestione dei servizi resi dagli enti locali”.

E’ la “fotografia” scattata dall’Osservatorio Tasse Locali di Confcommercio, strumento permanente dedicato alla raccolta e all’analisi di dati e informazioni sull’intero territorio relative alla tassa rifiuti pagata dalle imprese del terziario, che nel 2020 ha censito le delibere e i regolamenti di tutti i Comuni capoluoghi di provincia oltre a più di 2.000 altri Comuni di piccole e medie dimensioni.

Clamorosa risposta dell’Agenzia delle Entrate a un interpello (n. 142 del 3 marzo 2021). Si applica l’IVA agevolata al 10% anche per il funzionamento delle parti comuni di condomini composti da unità immobiliari esclusivamente residenziali che attualmente pagano prevalentemente l’IVA al 22.

L’amministratore di un condominio, composto da unità immobiliari a uso residenziale e box pertinenziali alle unità immobiliari ad uso residenziale e 3 negozi, ubicati all’interno delle mura dell’edificio, ma completamente indipendenti negli accessi (lato strada), nei servizi (riscaldamento) e nelle utenze (energia elettrica), che godono di un sistema di illuminazione e riscaldamento autonomi, esclusi dai riparti delle spese condominiali, ha chiesto all’Agenzia se era possibile applicare l’aliquota IVA ridotta del 10 per cento. Ad avviso dell’amministratore, infatti, le parti comuni completano da un punto di vista funzionale e strutturale le singole proprietà individuali quali elementi essenziali alla loro destinazione e utilizzazione e vengono usufruite dai condomini per finalità strettamente domestiche e il tipo di utilità tratta dai condòmini dalle parti comuni è la medesima tratta dalle parti di proprietà esclusiva.

Torna puntuale, come all’inizio di ogni anno, l’obbligo di pagare il canone Rai anche in questo 2021.

Così come negli anni passati però, determinate categorie possono chiedere l’esenzione dal pagamento di questa tassa purché rispettino alcuni criteri e inviino la documentazione richiesta entro e non oltre il 31 gennaio. Entro quella data dovranno anche essere effettuati i pagamenti della tassa sulla tv per tutti gli utenti che devono pagarla con il modello F24.

Canone Rai per chiunque (o quasi) possegga un televisore

Il canone Rai è una tassa che sono chiamati a pagare i contribuenti in possesso di un apparecchio televisivo. Ricordiamo infatti che non è sufficiente non guardare i canali Rai o non accendere mai la Tv per essere esentati dal pagamento della tassa in questione.

Annamaria Villafrate 

Prorogati causa Covid i termini per fissare la residenza nell'abitazione principale per non perdere le agevolazioni prima casa

Slittamento termini causa Covid per adibire la prima casa a dimora abituale

L'Agenzia delle Entrate risponde a due contribuenti, affermando che la pandemia Covid rappresenta una causa di forza maggiore che giustifica lo slittamento del termine in cui è possibile fissare la propria dimora nell'abitazione principale senza provocare la decadenza dei benefici prima casa, con particolare riferimento alla detrazione degli interessi passivi del mutuo. Ma vediamo quali sono i quesiti inoltrati.

La nuova Tari debutta in oltre la metà delle città capoluogo di regione mentre il bonus Tari è quasi ignorato dai comuni. L’indagine del centro studi IRCAF

Quest’anno doveva essere “l’anno della svolta sui rifiuti”, come riscontrato dopo una lunga consultazione con gli addetti e con gli stakeholder per l’applicazione del  MTR (Nuovo Metodo Tariffario), come previsto dalla delibera  443/19/R/rif ARERA.

Infatti, i PEF (Piani Economici Finanziari) da predisporre per la raccolta, la gestione e la conseguente determinazione della TARI (tassa rifiuti) o della TARIc (tariffa corrispettiva)  suddivise per tipologie di utenze domestiche e non, andavano presentati e deliberati per l’approvazione definitiva di ARERA entro il 30 aprile 2020.

Dati da conservare sino al 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione, ovvero sino al 31 dicembre del settimo anno successivo a quello in cui la dichiarazione avrebbe dovuto essere presentata, nei casi di omessa presentazione o di presentazione di dichiarazione nulla.

Guida sulla tassazione delle locazioni brevi. Così prevede la nuova Guida pubblicata ieri dall’Agenzia delle Entrate e dedicata alle novità fiscali in materia di locazioni brevi (vale a dire le locazioni di immobili a uso abitativo di durata inferiore a 30 giorni stipulate tra persone fisiche) previste dalle disposizioni della cd. manovrina (D.L. n. 50/2017).