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“CORONAVIRUS, 8 ITALIANI SU 10 VOGLIONO COMPRARE SOLO PRODOTTI NAZIONALI PER SOSTENERE L’ECONOMIA”

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Lusetti (LegaCoop): dal sondaggio Swg emerge una forte richiesta alle istituzioni di sostegno alle filiere alimentari del made in Italy. Scordamaglia: programmare la riapertura del food service

MAURIZIO TROPEANO

Per l’82% degli italiani è importante acquistare solo prodotti made in Italy per sostenere la nostra economia in questa fase di grande difficoltà legata all’emergenza Covid-19. Il dato emerge dalle risposte ad un sondaggio condotto nell’ambito dell’osservatorio coronavirus nato dalla collaborazione tra Swg e area studi Legacoop, per testare opinioni e percezioni della popolazione di fronte ai problemi determinati dall’emergenza in corso. L’importanza dell’acquisto di soli prodotti made in Italy è stata espressa dall’82% del campione, con la percentuale più alta (86%) registrata nel ceto medio e, a maggiore distanza, dal ceto popolare (72%).

«’La richiesta di sostegno ai prodotti delle filiere del made in Italy che sale dall’opinione pubblica è univoca», afferma il presidente di Legacoop, Mauro Lusetti. E aggiunge: «in questa fase di emergenza drammatica è evidente che i cittadini, che sono sia consumatori sia lavoratori, percepiscono il rischio di un arretramento del Paese ma pure le possibili risposte. Le nostre sensazioni al riguardo erano corrette, e anche per andare incontro a questo sentiment stiamo predisponendo proposte concrete a sostegno delle produzioni e delle filiere nazionali». 

E Luigi Scordamaglia, consigliere delegato di Filiera Italia, aggiunge: «Stiamo iniziando una settimana cruciale in cui si deciderà il futuro del Paese. Seguiamo la strategia condivisa a livello europea di apertura immediata anche se progressiva. Se tardassimo accumuleremmo un ritardo nella ripresa sugli altri Paesi che poi non sarebbe più recuperabile, innescando così una crisi economica e occupazionale gravissima». Una programmazione necessaria per tutto il Made in Italy, alimentare compreso: «E’ necessario cominciare a programmare anche la riapertura del settore del food service che vale in Italia 80 miliardi di consumi alimentari e centinaia di migliaia di posti di lavoro. Una riapertura progressiva basta anche su metodi nuovi, quali app per ordinare a distanza, drive in protetto ed asporto per poi arrivare ad una riapertura vera e propria con apposite misure di protezione».