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Quanti conoscono le regole per la corretta conservazione dell’olio extra vergine? Le indicazioni di ASSITOL, Associazione Italiana dell’industria olearia, per preservarne la qualità

Mai senza olio extra vergine. Secondo alcune recenti ricerche sui consumi ai tempi del Covid, l’olio extra vergine fa parte di quel “paniere” di alimenti che, in pandemia, non possono mancare in dispensa. Ma quanti conoscono davvero le regole per una corretta conservazione, in grado di preservarne la qualità? La domanda arriva da ASSITOL, l’Associazione Italiana dell’industria olearia.

Una notizia che non ha trovato molto risalto tra i media, e che merita di essere approfondita, riguarda un centinaio di persone  rimaste intossicate in Slovacchia nello scorso mese di marzo, dopo aver mangiato una purea di spinaci congelati.

L’intossicazione era caratterizzata dalla secchezza delle mucose, riduzione del flusso salivare, secchezza dalla lingua, dilatazione delle pupille, eritemi cutanei. Alcune persone hanno avuto vertigini, palpitazioni, disorientamento e allucinazioni.

I sintomi sono comparsi da pochi minuti fino a qualche ora dal consumo della purea e sono continuati da 24 a 48 ore dalla loro comparsa.

Trovare la pasta o i biscotti “contaminati” da vermetti, farfalline o altri piccoli insetti è un fenomeno non troppo raro. Si tratta di situazioni che generano preoccupazione e anche ribrezzo benché si tratti di fenomeni del tutto “naturali”. Cerchiamo di capire da cosa dipendono.Trovare la pasta o i biscotti “contaminati” da vermetti, farfalline o altri piccoli insetti è un fenomeno non troppo raro. Si tratta di situazioni che generano preoccupazione e anche ribrezzo benché si tratti di fenomeni del tutto “naturali”. Cerchiamo di capire da cosa dipendono.

Senza questo intervento sarebbero usciti dall’ambito penale, restando solo irregolarità amministrative, una serie di comportamenti gravi riguardanti la conservazione degli alimenti, la somministrazione di cibo e bevande, l’adulterazione con additivi chimici

In extremis il governo Draghi ha evitato la depenalizzazione degli illeciti alimentari. Con decreto legge di soli tre articoli, approvato nel Consiglio dei ministri di venerdì 19 marzo, si è esclusa questa materia dell’entrata in vigore, prevista per il prossimo 26 marzo, del Decreto legislativo n.27/2021, che recepisce un regolamento comunitario.

L’industria alimentare ha mosso i suoi primi passi producendo su vasta scala gli alimenti “tradizionali” come i salumi (prosciutti, salami, mortadella, ecc.), i formaggi (parmigiano, mozzarella, grana, pecorino ecc. ), i prodotti da forno (pasta, dolci tipici, ecc.).  Sono stati quindi costruiti degli impianti in cui si utilizzano le stesse materie prime e gli stessi ingredienti delle ricette tradizionali in cui però sono stati introdotti degli accorgimenti che consentono di ottenere dei prodotti di ottima qualità e sicurezza.

Non a caso molte delle produzioni alimentari hanno potuto vantarsi di un “sigillo” di “tipicità” (DOP, IGP, ecc.), che di fatto ne certifica una origine tradizionale. Ricordiamo infatti che il prosciutto di Parma, il Grana Padano, il Parmigiano reggiano, la mortadella di Bologna, la mozzarelle di Bufale, ecc., sono tutti prodotti “industriali” fatti  rispettando rigorosi disciplinari di produzione che permettono di ottenere alimenti perfettamente identici, se non addirittura migliori, di quelli artigianali o addirittura “casalinghi”.