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L’enogastronomia attira turisti ed è un fattore chiave per il successo dell’Italia. È una componente della cultura e dell’ospitalità italiane e rappresenta un elemento importante nella scelta della destinazione turistica. “Cibo e vino, a pari merito con città e arte (48%), sono la principale motivazione per effettuare una vacanza in Italia”. A dirlo è una ricerca che sarà presentata oggi a Milano nell’ambito della Borsa internazionale del turismo.

Il turismo enogastronomico è dunque un elemento centrale nella promozione del Brand Italia. Entra a far parte delle caratteristiche principali di una meta di vacanza e continua a essere centrale anche al rientro a casa: il 59% del turisti stranieri continua a comprare prodotti italiani una volta rientrato nel paese di origine dalla vacanza in Italia. Food e wine, inoltre, sono sempre più social: oltre il 60% dei turisti condivide le esperienze enogastronomiche su web e social media e l’87% ritiene importanti le recensioni online. “Salutismo, tipicità, sostenibilità, dialettica tra semplicità e “neurogastronomia” i trend più interessanti”. Queste alcune anticipazioni della ricerca Il turismo enogastronomico, driver della promozione del territorio a livello nazionale e locale, promossa da Fiera Milano Spa e dall’Osservatorio di Bit.

I numeri dicono che “il 75% dei viaggiatori sceglie come meta di vacanza una destinazione rinomata per il cibo (Fonte: Booking.com, 2016) e l’impatto economico del settore è rilevante: il food & beverage rappresenta circa il 25% delle spese di ogni turista e può salire fino al 35% (Fonte: World Food Travel Association, 2017), cui si aggiunge l’indotto. Molti sono coloro che dichiarano di comprare in viaggio prodotti enogastronomici da portare a casa ed altrettanti quelli che continueranno a farlo una volta rientrati in patria. Secondo GFK, il 59% dei turisti stranieri in italia acquisterà cibo italiano una volta a casa in conseguenza del viaggio e il 54% vino (Fonte: GFK Eurisko, 2015)”.

Il turismo enogastronomico valorizza le mete meno note, contribuisce alla destagionalizzazione e favorisce la fidelizzazione dei viaggiatori. I “gastronauti” – così li definisce la ricerca – “sono tanto italiani (50,3%) quanto stranieri (49,7%) e, per quelli esteri, i principali mercati di provenienza sono Francia (25,9%), Germania (22,5%) e Regno Unito (16,9%)”. Nel 2016 sono 13,7 milioni gli italiani che nel 2016 hanno fatto vacanze o gite giornaliere enogastronomiche, per un giro d’affari complessivo stimato da Città del Vino (2017) in circa 2,5-3 miliardi di euro, con prospettive di crescita.

L’enogastronomia è legata al territorio ma vive anche uno stretto rapporto col web, con le recensioni presenti online, con le testimonianze dell’esperienza gastronomica riversate sui social media. La scelta di cosa e come mangiare spesso nasce dal confronto con una community online. “Il 74% dei consumatori mostra fino al 40% di probabilità in più di acquistare da brand che comunicano online i loro valori e in particolare tramite i social media; il 46% delle aziende turistiche che interagiscono sul web riceve feedback mediamente più positivi (il 55% sostiene inoltre che i social media abbiano contribuito ad aumentare il business) (Fonte: ILTM ed Euromonitor, 2015).”. I turisti condividono le loro esperienze enogastronomiche sui social media ma sul web cercano anche recensioni e consigli. L’Italia, dopo gli Stati Uniti, è il paese più cercato per recensioni di ristoranti.

L’indagine si è poi soffermata sulla presenza delle agenzie regionali del turismo su Instagram. Fra dicembre 2016 e dicembre 2017, evidenzia lo studio, “le regioni più attive risultano essere Trentino (con più di 2,5 post al giorno) e Lombardia (con circa 2 post al giorno), quelle con maggior seguito sono invece Toscana e, a grande distanza, Puglia, Alto Adige e Trentino.  Ad eccezione della Puglia (la cui promozione è incentrata al 40,1% sull’enogastronomia) del Piemonte (31,8%) e, in minor misura, di Calabria (25,7%), Sicilia (18,7%), Liguria (18,2%) e Alto Adige (17,1%), la percentuale di post delle diverse regioni dedicato a questo tema è in media piuttosto basso. Nonostante questo, nel complesso nell’ultimo anno i 20 account ufficiali delle regioni hanno pubblicato circa 730 tra immagini e video dedicati al cibo, raccogliendo quasi 765.000 like e oltre 8.000 commenti”.

Tradizione enogastronomica e cucina locale orientano dunque la scelta di una meta turistica. “Il turismo enogastronomico può essere uno strumento importante per uno sviluppo armonico e sostenibile in particolare per le aree rurali e le destinazioni al di fuori dei circuiti più noti, contribuendo a preservare il territorio e le tradizioni locali, nonché a garantire occupazione ed un futuro alle comunità residenti – afferma l’indagine – Tanto nella componente di ristorazione quanto in quella di ricettività, la ricerca conferma il ruolo dell’enogastronomia quale componente intrinseca della cultura e dell’ospitalità italiane, fondata sulla salvaguardia dell’autenticità e dei valori tradizionali. Cibo e vino, a pari merito con città e arte (48%), sono la principale motivazione per effettuare una vacanza in Italia (mentre il principale ostacolo è il prezzo per il 43%; Fonte: IPSOS, 2017)”.