In Italia ancora si attende l’attuazione della Direttiva 2004/80/CE che doveva essere recepita entro il 1° gennaio 2006 e che ha istituito un sistema comunitario di indennizzo delle vittime di reato intenzionale violento, purchè commesso in uno Stato membro diverso da quello in cui la vittima risiede. In sostanza, se un turista italiano è rapinato in un altro Paese europeo può chiedere un indennizzo e lo stesso vale per i cittadini europei che vengono in Italia, ma ancora manca la legge nazionale di attuazione.
Ciò in seguito a una sentenza della Corte di giustizia europea e al fatto che in molti casi le vittime non possono ottenere un risarcimento dall’autore del reato perché privo delle risorse necessarie. In base alla Direttiva, ogni Paese europeo dovrà istituire un organismo, denominato “Autorità di assistenza”, che avrà il compito di dare ai cittadini europei ogni informazione utile e fornire i moduli per le domande di indennizzo, che saranno valutate da una “Autorità di decisione”. Ogni Stato membro dovrà prevedere nella normativa nazionale “l’esistenza di un sistema di indennizzo delle vittime di reati intenzionali violenti che garantisca un indennizzo equo ed adeguato delle vittime”.

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