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Dopo la diffida a Windtre e Fastweb e l’esposto contro Vodafone e Tim all’Antitrust e all’Autorità delle comunicazioni, è la volta di Sky: l’UNC ha infatti deciso di presentare un esposto all’Antitrust anche contro Sky che, non rispettando la diffida inviata nei giorni scorsi, tornando alla fatturazione mensile, non ha informato adeguatamente e correttamente i propri clienti. Anche Sky, infatti, nel comunicare la variazione contrattuale, fa presupporre che nulla cambia per il consumatore e che si tratta di un semplice ritocco tecnico legato ad una modifica della legge.

Si legge nell’informativa inviata agli utenti: “come previsto dalla legge 172/2017, dal 1° aprile 2018 la fatturazione del tuo abbonamento annuale SKY avrà cadenza mensile, quindi non più ogni quattro settimane. Il costo del tuo abbonamento annuale non cambierà, rimanendo uguale a quello applicato dal 1° ottobre 2017”.

L’intento di giustificare il rialzo dell’abbonamento come la conseguenza di un adempimento imposto dalla legge non solo non rispetta l’effetto sanante della norma e l’obiettivo che si prefiggeva, ma finisce per limitare l’esercizio del diritto di recesso, dato che i consumatori potrebbero erroneamente ritenere che l’aumento sia dovuto alla legge.

Da qui la richiesta all’Antitrust “di accertare la legittimità della condotta di SKY alla luce della normativa in materia di pratiche commerciali scorrette“.

Intanto, la nostra associazione continua a raccogliere le pre-adesioni per un’eventuale class-action necessaria ad ottenere i rimborsi di quanto ingiustamente versato agli operatori di telefonia: avete aderito già in moltissimi, ma per chi non lo avesse ancora fatto ecco il link https://www.consumatori.it/rimborsi-bollette-28giorni.
Vi chiediamo di compilare e condividere il modulo così da essere sempre più numerosi. I nostri legali sono al lavoro: grazie al vostro sostegno sarà più facile vincere la nostra battaglia!

e non impegnativa)

Autore: Unione Nazionale Consumatori