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“La città di Reggio Calabria, nonostante la task force messa in atto recentemente dal Vicesindaco Armando Neri, continua ad esser invasa dai rifiuti.  Si tratta di uno “spettacolo” talmente deprimente che porta in modo particolare forestieri e turisti a conservare il ricordo di una città non solo sporca ma anche incapace di sfruttare le sue notevoli potenzialità turistiche.” E’ quanto sostengono il Presidente dell’Associazione “Cittadini per il cambiamento”, Nuccio Pizzimenti e il Presidente dell’“Unione nazionale consumatori Calabria”, Saverio Cuoco che aggiungono: “Recentemente, i Capigruppo di maggioranza in Consiglio Comunale, preoccupati che la presenza sempre più diffusa di cumuli di spazzatura potrebbe impoverire l’immagine della città e causare potenziali danni all’ambiente e ai cittadini, attraverso un comunicato stampa, hanno cercato di addossare la responsabilità unicamente all’Avr, la società che per conto del Comune gestisce la raccolta differenziata dei rifiuti.

Tra il 2015 e il 2019, ovvero in 5 anni, la Tassa sui Rifiuti (Tari) è aumentata mediamente dell’1,6%, mentre nel 2019 si assiste a un incremento pari allo 0,9% sul 2018. Il rialzo in alcune città sfiora punte del 36%, ad esempio a Lecce (35,6%). Lo rileva uno studio del Servizio Politiche Territoriali della Uil che ha elaborato i dati di 105 città capoluogo di provincia per una famiglia con una casa di 80 mq e 4 componenti.

In valori assoluti, le famiglie italiane verseranno nel 2019 nelle casse comunali 302 euro medi, a fronte dei 299 euro dello scorso anno e dei 296 euro versati nel 2015.

Per chi paga tutte le tasse la pressione fiscale reale è al 48%. Lo calcola l’ufficio studi della Cgia, aggiungendo che si tratta di quasi 6 punti in più rispetto al dato ufficiale, che nel 2018 si è attestato al 42,1%.

“Sebbene negli ultimi anni il peso complessivo delle tasse risulti leggermente in calo – afferma il coordinatore dell’ufficio studi Paolo Zabeo – molti non se ne sono accorti, poiché allo stesso tempo sono cresciute le tariffe della luce, dell’acqua, del gas, i pedaggi autostradali, i servizi postali, i trasporti urbani, etc. Dal punto di vista contabile, queste voci non rientrano nella pressione fiscale. Tuttavia, hanno avuto e continuano ad avere degli effetti molto negativi sui bilanci di famiglie e imprese, in particolar modo per quelle fedeli al fisco”.

È stata resa nota la guida alle agevolazioni fiscali sulle spese sanitarie pubblicata dall’Agenzia delle Entrate aggiornata a giugno 2019. Novità importanti sono state introdotte, vediamo quali.

Per un contribuente è molto importante capire anticipatamente quali delle spese sostenute durante l’anno potranno essere usate in detrazione o deduzione nella propria dichiarazione dei redditi. Tra le cifre che possono far sì che l’importo da pagare scenda, in proporzione ad una percentuale fissata dalla legge, ci sono quelle relative alle spese di natura sanitaria.

L’Agenzia delle Entrate, con la risposta n. 213, chiarisce che il contribuente che paga per il rifacimento della parte comune può fruire della detrazione per il totale delle spese, anche se eccedenti a quelle imputabili in base ai millesimi di proprietà.

Per l’intervento sulla parte comune del tetto del condominio, il contribuente può fruire della detrazione per il totale delle spese, anche se eccedenti quelle imputabili in base ai millesimi di proprietà, purché entro il limite di 60.000 euro (risposta dell’Agenzia delle Entrate 27 giugno 2019 n. 213).

Anche per i conviventi more uxorio in crisi vale il principio fissato per i coniugi regolarmente sposati: l’assegnazione dell’appartamento da parte dei Giudici porta con sé l’obbligo di pagare l’imposta comunale, liberando l’ex partner.

Vittoria per un uomo, che si vedrà rimborsare dal Comune la cifra versata e riguardante l’immobile da lui acquistato con l’ex compagna ma a quest’ultima assegnato dai Giudici in quanto collocataria della loro figlia minore.

Tempi più lungi per la consegna della dichiarazione dei redditi Unico. La scadenza slitta di due mesi e passa da settembre a fine novembre: quest’anno, poi, la coincidenza del fine settimana consente la consegna fino al 2 dicembre. È una delle novità in campo fiscale previste dal decreto Crescita che, dopo la conversione in legge, scattano da subito. Ma tra le novità, che impattano sulla vita dei contribuenti, ce ne sono anche altre che potrebbero migliorare il rapporto con il fisco, come quella che non potranno essere richiesti dati già in possesso dell’amministrazione finanziaria (come quelli sui medicinali forniti dalle farmacie) o la possibilità di non pagare imposte sugli affitti non incassati.