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Qualche tempo fa in un’intervista  per UNC, la dott.ssa Elisabetta Bernardi, nutrizionista e biologa con specializzazione in Scienza dell’alimentazione, tra le altre cose ci ricordava che per una alimentazione equilibrata il pesce andrebbe consumato almeno due volte a settimana: il pesce surgelato è sia un valido alleato nella lotta allo spreco alimentare che un modo per risparmiare tempo e denaro senza rinunciare alle proprietà nutrizionali del pesce.

Abbiamo deciso di dar voce alla vostra voglia di saperne di più sull’universo del pesce surgelato in questo articolo.

Pesce surgelato, risparmio assicurato

Nelle normali condizioni ambientali, ma anche nel frigorifero, il pesce fresco ha una durata limitata e può deteriorarsi in tempi relativamente brevi con conseguenze negative anche sulla salute dei consumatori.

Invece il pesce surgelato può essere conservato a lungo nel freezer e utilizzato anche dopo molto tempo dalla sua pesca; il processo di surgelazione, al contrario della congelazione casalinga, è una tecnica che necessita di apparecchiature più sofisticate del semplice freezer e che non intacca le proprietà del prodotto e permette di accorciare i tempi di preparazione. Grazie ad un processo di raffreddamento molto rapido i prodotti freschi vengono surgelati in modo da evitare danneggiamenti alle strutture e mantenerne inalterate le qualità nutrizionali e organolettiche. Importante è non confondere la surgelazione e il congelamento. Con il congelamento la temperatura si abbassa molto lentamente e questo comporta la formazione di cristalli di ghiaccio di grosse dimensioni, che possono causare danni alla struttura cellulare degli alimenti stessi, ed inoltre, durante lo scongelamento, perdite di liquidi e con essi, nutrienti e caratteristiche organolettiche. Infine con il congelamento non si blocca completamente l’attività degli enzimi, e questo può portare, durante la conservazione del prodotto, ad un deterioramento qualitativo.

Con la surgelazione invece si raggiungono in modo rapido temperature di -18°C. Grazie a questa rapidità di trattamento, si formano dei micro-cristalli di ghiaccio che non danneggiano la struttura dell’alimento. Il raggiungimento ed il mantenimento di temperature così basse permette il rallentamento quasi completo dell’attività enzimatica e microbica, minimizzando qualsiasi deterioramento qualitativo e nutrizionale.

Un altro aspetto molto importante nella surgelazione è la qualità delle materie prime; l’utilizzo di materie prime fresche, esenti da contaminanti chimici e/o microbiologici pericolosi, prive di parti di scarto assicurano al consumatore un prodotto di qualità.

Il mercato dei surgelati propone tagli di semplice pesce oppure dei prodotti semilavorati che richiedono soltanto la cottura in pratica ai consumatori spesso non rimane altro che riscaldare o cuocere gli alimenti surgelati evitando il lavoro di pulitura e anche riducendo gli sprechi.

Pesce etichettato, consumatore tutelato

Per aiutare i consumatori a destreggiarsi nel mondo del pesce surgelato è fondamentale leggere l’etichetta. La normativa esistente, infatti, obbliga produttori e rivenditori a riportare in etichetta precisi elementi che determinino la tracciabilità del pesce lungo l’intera filiera. Il consumatore può informarsi, in pochi istanti, sul tipo di pesce, sulla zona di cattura e sul metodo di produzione (se è stato pescato in mare, in acque interne, o allevato), potendo così fare una scelta consapevole.

Si ricorda che nelle etichette il codice di provenienza si trova accanto alla data di scadenza con un numero di due cifre (37 Mare Mediterraneo e Mar Nero, 18 Mare Artico, 21 Oceano Atlantico Nord Ovest, 34 Oceano Atlantico Centro Est, ecc).

Per il pesce surgelato l’etichetta deve essere più completa di quanto è richiesto per i prodotti freschi. In particolare devono essere riportate le seguenti informazioni:

  • il termine “surgelato”;
  • l’elenco degli ingredienti, se si tratta di una preparazione;
  • il peso netto;
  • il termine minimo di conservazione;
  • il nome del produttore o la ragione sociale;
  • la sede dello stabilimento in cui è stato prodotto o confezionato;
  • il lotto di appartenenza;
  • le modalità con le quali conservare il prodotto in modo ottimale;
  • l’avvertenza di non ricongelare un prodotto scongelato.

Pesce certificato, mare salvato

Come viene pescato il pesce che poi sarà surgelato e finirà sulle nostre tavole?

Per tutelare la sopravvivenza dei pesci ed evitare pericoli per i consumatori sempre di più sono le aziende della surgelazione che utilizzano soltanto pesce  ottenuto con pesca sostenibile certificata MSC (Marine Stewardship Council). Si tratta di un’organizzazione no profit che si occupa di tutela del mare e il suo marchio garantisce che la pesca è stata fatta rispettando le “Buone Pratiche di Pesca” cioè riducendo il più possibile l’impatto ambientale e migliorando l’efficienza dei metodi di gestione.

Il pesce sostenibile è quello pescato senza sovra sfruttamento delle risorse, attraverso metodi sostenibili e a basso impatto ambientale, con l’obiettivo di preservare la preziosa biodiversità marina. La pesca sostenibile considera quindi il mare un bene comune da tutelare, prelevando dalle acque solo il necessario, in accordo con i bisogni sociali ed economici della collettività.

In conclusione,  ricordiamo che è fondamentale per una dieta bilanciata consumare pesce, anche surgelato, ma è ancora più importante scegliere consapevolmente perché non tutti i surgelati sono uguali!

Autore: Giada D’Abruzzo