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Il miele è un prodotto genuino, ma sbaglia chi sostiene che sia in grado di curare le malattie.
Se consumato così come fatto dalle api è uno dei pochissimi prodotti genuini che siano rimasti, se per genuino si intende un prodotto fatto soltanto dalla natura senza alcun intervento correttivo dell’uomo.
Quanto alle virtù terapeutiche, non si può dire che ne abbia più del latte o dell’insalata, essendo sostanzialmente uno zucchero, sia pure molto digeribile, con una certa dose di quei preziosi oligoelementi che sono indispensabili per far funzionare gli enzimi che sovrintendono alla regolazione e all’attivazione dei processi chimici dell’organismo, ma che stanno anche in altri alimenti.
Mettendolo a confronto con lo zucchero, a parità di peso, il miele ha il 20% di calorie in meno (320 contro 400 per ogni 100 g.). E’ utilizzato più lentamente dal corpo e provoca un minor aumento dell’insulina nel sangue.
Al momento attuale, vi sono i seguenti tipi di miele:
-     miele vergine integrale, che può essere nazionale od estero, non può contenere additivi, coloranti o altre sostanze, deve essere commercializzato tal quale senza trattamento termico che ne prolunghi la conservazione, ma non ne sono previste le caratteristiche normative. Quello italiano si riconosce se è dichiarato tale in etichetta, oppure se è indicata una regione o zona di provenienza italiana;
-     miele, che pure non può contenere additivi, coloranti o altre sostanze, ma che è riscaldato per prolungarne la conservazione. Può essere italiano, comunitario o extracomunitario: in quest’ultimo caso deve riportare in etichetta la dizione “miele extracomunitario” o “miscela di mieli extracomunitari” oppure, ancora, “miscela con miele extracomunitario” se si tratta di una miscela con mieli italiani o comunitari. Non si capisce perché i mieli debbano essere miscelati, se non per far rientrare nei parametri di legge mieli vecchi miscelandoli con quelli freschi. Quindi sono inaffidabili.
Molti si chiedono poi se sia meglio il miele liquido o quello solido. La domanda non è oziosa, perché talvolta nasconde anche un indizio di qualità e genuinità. In realtà il miele prodotto dalle api è sempre liquido e così viene estratto dai favi. Poi, dopo qualche settimana o qualche mese, secondo i tipi, diventa solido o semisolido per un processo naturale che dipende dalla sua composizione in glucosio e fruttosio, i due zuccheri preponderanti. E’ il glucosio che diventa solido, ma se prevale il fruttosio il miele rimane liquido, come succede a quelli di acacia e di castagno: se fossero solidi, sarebbero contraffatti, oppure non sarebbero di sola acacia o castagno.