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Un terzo dei ragazzi italiani e' obeso o in sovrappeso per effetto soprattutto del progressivo abbandono dei principi della dieta mediterranea.  E' quanto afferma la Coldiretti nel commentare l'allarme lanciato dalla Fao sulla base di uno studio di Josef Schmidhuber secondo il quale negli ultimi 45 anni la famosa dieta basata sul consumo di frutta fresca e verdura e' stata abbandonata.
Le malattie collegate direttamente all'obesita' sono responsabili - precisa la Coldiretti - di ben il 7 per cento dei costi sanitari dell'Unione Europea poiche' l'aumento di peso e' un importante fattore di rischio per molte malattie come i problemi cardiocircolatori, il diabete, l'ipertensione, l'infarto e certi tipi di cancro, sulla base dei dati della Commissione Europea.
La radicata cultura alimentare fondata sulla dieta mediterranea non ha 'salvato' i giovani italiani, come confermano i dati preoccupanti sull'aumento dei casi di obesita' o soprappeso, dovuti a una non corretta alimentazione, che riguardano il 36% dei ragazzi attorno ai dieci anni, il valore piu' alto tra i Paesi Europei, secondo una indagine Merrill Lynch.
Per questo - sostiene la Coldiretti - occorre intervenire nelle case e nelle scuole con una maggiore attenzione ai menu anche delle mense dove deve essere garantita la presenza di cibi sani come i prodotti tradizionali e la frutta e verdura locale.
L'impegno a salvaguardia della dieta mediterranea - conclude Coldiretti - va sostenuto anche sul piano istituzionale dove e' importante che si concretizzi la procedura, che vede insieme Spagna, Italia, Grecia e Marocco, per chiedere il riconoscimento della dieta mediterranea come patrimonio dell'Unesco.