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E’ continua la formulazione di quesiti sulle etichette alimentari da parte dei consumatori e, in particolare, è continua la domanda su come si possa capire dall’etichetta la qualità di un prodotto alimentare.
Si tratta di una domanda con centinaia di risposte diverse, secondo i prodotti, tuttavia l’Unione Nazionale Consumatori ha diffuso un breve decalogo che può essere valido in molte circostanze.
·         L’elenco degli ingredienti è in ordine decrescente. Ciò significa che il primo nominato è più del secondo, il secondo più del terzo e così via. Tale regola permette di capire spesso la qualità o la convenienza di un prodotto, in particolare secondo il posto occupato dagli ingredienti costosi.
·         Bisogna controllare però anche il tipo di ingredienti. Una salsa sarà probabilmente più qualitativa se è stato adoperato olio extravergine d’oliva anziché olio di semi e lo stesso può valere per i dolciumi fatti con il burro anziché con la margarina o per una maionese che dichiara “uova fresche” anziché “uova”.
·         Come regola generale, diffidare dei prodotti nei quali l’elenco degli ingredienti è scarsamente leggibile, perché molto probabilmente sono ingredienti scadenti.
·         Diffidare anche dei prodotti che nell’elenco riportano la generica dizione “oli vegetali” (o grassi vegetali): quasi sempre sono oli tropicali che non fanno bene alla salute.
·         Contano anche le informazioni complementari riportate in etichetta, che sono facoltative. Vanno valutate caso per caso, ma se ci sono significa che il produttore ci tiene a far sapere qualche aspetto qualitativo, a meno che non siano generiche (come “prima scelta”, “dalle migliori selezioni”, eccetera).
·         Diffidare dei prodotti con molti additivi: servono a compensare una mancanza di qualità.
·         Spesso anche gli “aromi” nascondono una mancanza di qualità degli ingredienti.
·         Ricordarsi che se in etichetta c’è scritto soltanto “distribuito da …” senza indicazione dello stabilimento di produzione, si tratta molto probabilmente di un prodotto importato dall’estero e non è per niente obbligatorio dichiarare da quale Paese.