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Molti italiani sono tornati sui luoghi di lavoro dopo l’emergenza Coronavirus. Un’indagine di Rentokil Initial mostra una significativa crescita di attenzione per l’igiene delle mani e la pulizia degli ambienti

Elena Leoparco

L’epidemia del Coronavirus ha reso gli italiani molto più attenti alla pulizia e all’igiene delle mani sia in casa, sia sui luoghi di lavoro ora che molte attività sono riprese “in presenza”.

Secondo un sondaggio realizzato da BVA-Dox per Rentokil Intial Italia, infatti, con l’arrivo del SARS-CoV-2, la totalità degli italiani (98%) presta ora molta o abbastanza attenzione all’igiene delle mani sul luogo di lavoro. Si tratta di un cambiamento sostanziale rispetto alle abitudini precedenti, quando il 21% delle persone ammetteva di non prestare alcuna attenzione all’igiene delle mani sul luogo di lavoro.

 

La maggiore attenzione verso l’igiene emersa dall’indagine è solamente uno dei tanti segnali che indicano quanto l’emergenza sanitaria abbia in un certo senso responsabilizzato le persone. Anche grazie alle numerose campagne di informazione del Ministero della Salute a supporto della prevenzione, ora c’è una maggiore consapevolezza di quanto anche solo una semplice stretta di mano – in assenza di un corretto lavaggio e igienizzazione – possa rappresentare un rischio per la propria salute – commenta Luca Peretti, Quality, Safety, Health & Environment Manager di Rentokil Initial Italia.

I dati sull’igiene delle mani vengono rafforzati dalle risposte degli italiani che lavorano in ufficio. Dall’indagine si evince infatti che questa categoria di lavoratori ha rivoluzionato le proprie abitudini: prima dell’arrivo del Coronavirus, solamente il 14% di essi prestava attenzione all’igiene delle superfici come esempio le scrivanie, a fronte del 66% che dichiara adesso di prestare invece molta attenzione a questo aspetto al proprio rientro.

Non solo igiene delle mani

E se gli accorgimenti in fatto di igiene possono sembrare tutto sommato una conseguenza scontata, in realtà i cambiamenti sono più profondi e toccano in qualche modo anche il modo di relazionarsi con gli altri.

Il 74% degli italiani intervistati ha infatti affermato che sta già facendo attenzione al distanziamento sociale nei luoghi di lavoro, o ha comunque intenzione di farlo al suo rientro. La pandemia non sta risparmiando neanche uno dei momenti di socialità più importanti al lavoro, la pausa pranzo: più di 1 persona su 3 (36%) afferma che al rientro sul posto di lavoro preferisce mangiare da sola piuttosto che con i colleghi.

Tante precauzioni quindi che sono quindi il frutto di timori certamente giustificati dato l’enorme impatto e le pesanti conseguenze che la pandemia ha avuto nel nostro Paese. Tuttavia è possibile cominciare a pensare a un ritorno alla normalità anche in ufficio, con azioni che vedono il contributo di tutti, datori di lavoro e dipendenti.

 “Questa vicenda che ci siamo trovati ad affrontare in modo del tutto inaspettato ha provocato profonde trasformazioni nella quotidianità di tutti noi e l’ambiente di lavoro è sicuramente uno degli ambiti che hanno subito il maggior impatto.” – dichiara Paolo Colombo, Research Manager di BVA-Doxa – “Al di là del lungo periodo di smart-working (per molti ancora in essere) o di interruzione dell’attività lavorativa, l’emergenza sanitaria ha portato un fortissimo aumento del livello di attenzione per la cura dell’igiene – in special modo delle mani e delle superfici – e per la disinfezione dei locali, dove si è passati dal 60-70% a valori che sfiorano la totalità.