Home Sicurezza alimentare LA SCELTA DELLA MERENDINA

Ultime notizie

Cerca

Osservatorio sulla Giustizia

Ente Privilegiato ONLUS

LA SCELTA DELLA MERENDINA E-mail
Hits smaller text tool iconmedium text tool iconlarger text tool icon
Ora la qualità di panettoni, pandori, colombe pasquali, savoiardi e amaretti si riconosce semplicemente dal nome, nel senso che, se vengono usate tali denominazioni, devono essere fatti secondo determinate prescrizioni qualitative previste dal decreto ministeriale 22 luglio 2005, che riguardano, ad esempio, la quantità di burro, la freschezza delle uova, l’assenza di grassi idrogenati, eccetera. Le merendine rimangono invece orfane di norme, per il semplice motivo che ce ne sono innumerevoli tipi fatti con innumerevoli ingredienti e quindi è troppo difficile fissare criteri di qualità, oltretutto senza che il consumatore possa riconoscere tale qualità dalle denominazioni, che sono tutte di fantasia. Sono prodotti da forno, ma ovviamente nessun produttore si accontenta di questa sola denominazione. Anche se una merenda casalinga può essere scelta e preparata con criteri più corretti ed equilibrati, non c’è dubbio che il successo delle merendine industriali sia dovuto anche alla vastissima gamma dei tipi, che ormai soddisfano ogni preferenza, nonché al minor tempo che la donna è costretta a dedicare ai pasti, alla maggiore igienicità rispetto al prodotto sfuso e alla praticità di consumo. Generalmente si ritiene che le merendine siano la fonte principale dell’eccesso di calorie in bambini e adolescenti, ma secondo l’Unione Nazionale Consumatori questo eccesso deriva soprattutto da altri fuoripasto, in particolare da pizze (i locali che vendono pizza a taglio sono cresciuti come funghi), poi da snacks, patatine fritte, eccetera. Quasi tutte le merendine sono caratterizzate da una lunghissima serie di ingredienti di svariatissima natura e ciò, oltre alla svariatissima serie di tipi, rende difficile una indicazione di scelta qualitativa. Si possono solo tracciare alcuni criteri esaminando alcuni ingredienti significativi. In ogni caso, se l’elenco degli ingredienti è ben chiaro e leggibile e non è a caratteri minuscoli su sfondo che lo rende poco leggibile, significa probabilmente un indizio di maggiore qualità, in quanto il produttore non ha niente da nascondere. E’ meglio comunque leggere gli ingredienti.
Grassi (od oli) vegetali. Se non sono specificati, si tratta molto probabilmente dei famigerati oli tropicali (cocco, palma, ecc.), che costano poco, sono dolci e dannosi per le arterie.
Uova.Se non è specificata la categoria A (uova fresche), si tratta di ovoprodotti, quasi sempre uova in polvere. Comunque, se è indicato anche il tuorlo d’uovo, che è più costoso, il prodotto è più qualitativo.
Burro e margarina. Il primo è più costoso e qualitativamente migliore della margarina, che fra l’altro ha la stessa percentuale di grassi.
Grassi idrogenati. Sono ancora più scadenti e meno costosi della margarina, di cui sono parenti.
Additivi. Più ce ne sono e più la merendina scende di qualità. Alcune merendine ne sono prive e lo dichiarano.
Emulsionanti. Data la grande eterogeneità degli ingredienti, servono a legare l’acqua con i grassi, spesso sono necessari, ma non costituiscono un buon indizio, poiché potrebbero essere usati per vendere più acqua al posto del prodotto.
Aromi. Non sono ugualmente un buon indizio, essendo usati per rinforzare un sapore poco pronunciato dovuto più che altro agli ingredienti.
Confettura. Se è dichiarato extra è migliore.
Cioccolato comune. E’ meno qualitativo del “cioccolato”.
Yogurt. Se è stato impiegato, ha perso durante la cottura i fermenti lattici vivi, ma mantiene morbida la merendina.
Alcol etilico. E’ usato in diversa merendine come antimicrobico in piccole quantità, vaporizzando l’interno della confezione, ma ha un’importanza trascurabile.
 

Iscriviti per le notizie







CENTRO DIFESA DEL MALATO

Dammi un consiglio!




UN AVVOCATO A CASA TUA 

SERVIZIO PER DISABILI