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Martedì 21 Maggio 2013 05:26 |
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La contrazione degli acquisti che si registra costantemente da un paio di anni a questa parte non è solo dovuta alla crisi e dunque alla maggiore attenzione in chiave antispreco. Le abitudini alimentari sono cambiate anche perché è diminuito il valore del cibo che viene via, via considerato sempre più alla stregua di una materia prima da acquistare al prezzo più basso. E’ quanto emerge da una ricerca della Fipe. Secondo la Federazione anche nel periodo ‘ante-crisi’, pane e cereali, prodotti dolciari e bevande andavano assumendo più peso nel paniere a scapito delle proteine, ovverosia: carne, pesce (fresco e surgelato), latte, formaggi e uova. Un cambiamento determinato, secondo la ricerca, dall’aumentare del numero degli spuntini a cui ha corrisposto una graduale riduzione della portata dei pasti principali, tanto che alla loro preparazione (in casa) non viene dedicata più di un’ora. Se questo comportamento ha contribuito a produrre un aumento del consumo alimentare fuori casa fino agli anni 2000, con la crisi c’è stato un rallentamento brusco del trend di crescita fino ad invertirne il segno nel 2012. Tenere il livello registrato nel 2013 sarebbe già da considerare un ottimo risultato. |
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Giovedì 16 Maggio 2013 05:20 |
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Via libera definitivo da Bruxelles alle modifiche al regolamento europeo per l’olio d’oliva, relative alla commercializzazione e all’etichettatura (regolamento entrerà in vigore il 1° gennaio 2014). Ministro De Girolamo: “I consumatori potranno comprendere in modo più semplice la provenienza e sapere quindi se si tratta di olio italiano o proveniente da altri Paesi”. |
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Martedì 14 Maggio 2013 05:19 |
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Pubblicizzare i prodotti alimentari con claim salutistici che non hanno alcun riscontro scientifico è una prassi ingannevole. Per questo l’Antitrust ha chiesto a Danone di rimuovere i profili di scorrettezza da alcuni spot, come quello dello yogurt Danaos e quello di Danacol che hanno fatto riferimento rispettivamente alla cura delle ossa e del colesterolo. L’azienda ha interrotto la diffusione degli spot e si è impegnata ad abbandonare la strategia di comunicazione incentrata sul problema di salute.
Lo spot di Danaos, ad esempio, ha usato espressioni quali: “Fate molta attenzione…Questo è l’interno delle nostre ossa, con l’età si indeboliscono anche perché perdono calcio” mentre in sovrimpressione compariva per diversi secondi la sezione dell’interno di un osso umano.
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Giovedì 09 Maggio 2013 05:23 |
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Sul coperchio o sul retro delle scatole di pelati, polpe e passate di pomodoro c’è il lotto che contraddistingue la data di produzione e che i produttori devono obbligatoriamente riportare sulla confezione, ma è in codice, per cui il consumatore non potrebbe sapere se si tratta di pomodori raccolti nell'anno in corso. Fortunatamente c’è un modo per saperlo, in quanto il Ministero dello Sviluppo Economico stabilisce ogni anno quale lettera dell’alfabeto deve precedere il numero del lotto. |
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Giovedì 09 Maggio 2013 05:16 |
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La Corte di Cassazione con sentenza depositata il 3 maggio 2013 ha stabilito che si configura il reato di frode in commercio anche quando l'etichetta di un prodotto contiene indicazioni ingannevoli circa la sua provenienza.
Nel caso esaminato dai giudici di Piazza Cavour, il Corpo Forestale dello Stato e il Servizio Fitosanitario della Regione hanno effettuato un sequestro di prodotti in un supermercato. Il reato si sarebbe configurato per il fatto che su tali prodotti (confezioni sottovuoto di pistacchi sgusciati) era stata apposta una etichetta che li definiva come "Specialità siciliane" mentre una diversa dicitura a caratteri poco visibili recava l'informazione:
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Mercoledì 08 Maggio 2013 05:18 |
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A due mesi dall’ultimo scandalo alimentare che ha messo in allarme tutta Europa (quello della carne di cavallo) arriva un pacchetto di provvedimenti che rafforza l’applicazione delle norme a tutela della salute e intensifica i controlli lungo tutta la filiera. Adottato oggi dalla Commissione europea, il pacchetto ha un’impostazione semplice e più orientata alla gestione dei rischi e a strumenti di controlli più efficaci.
Il pacchetto normativo risponde alla necessità di semplificare la legislazione e adottare norme più intelligenti che permettano di ridurre gli oneri amministrativi per gli operatori come pure la complessità della regolamentazione vigente. I principali vantaggi saranno per le piccole e medie (nonché micro) imprese che vengono esonerate dagli elementi più costosi e complessi della legislazione.
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Sabato 04 Maggio 2013 05:21 |
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Serve una ''decisa inversione di rotta'' nell'organizzazione nella troppo frammentata filiera dell'ortofrutta italiana, settore che vale 14 miliardi di euro l'anno e che attualmente rappresenta un terzo della Produzione lorda vendibile (Plv) agricola italiana. Eppure, nonostante le cifre da primato, il comparto e' fermo rispetto alla produzione mondiale, cresciuta del 24% negli ultimi dieci anni.
E' quanto afferma la Confederazione italiana agricoltori (Cia) che ha convocato oggi a Napoli un forum dedicato al settore ortofrutticolo.
Oggi - e' stato detto nel corso dei lavori - la produzione ortofrutticola italiana si estende su 880mila ettari e coinvolge circa 460mila imprese agricole. Solo il 30%, pero', ha dimensioni superiori a 5 ettari, pur detenendo il 73% della superficie complessiva dedicata a queste produzioni.
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