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Tre quarti dei consumatori dichiarano di leggere le etichette alimentari; il 90% lo fa per leggere la data di scadenza, e il 70% circa controlla la lista degli ingredienti e la tabella nutrizionale. Piu’ del 50% degli italiani, poi, controlla che il prodotto sia ‘naturale’ (inteso come senza conservanti, o coloranti e aromi artificiali). E’ quanto emerge da un’indagine condotta dall’Osservatorio Adi-Nestle’ diffusi sabato nel corso del primo appuntamento di “Etichet-ti-amo” nell’ambito del nuovo progetto Food Coaching.Ma se le etichette rappresentano per il consumatore la bussola per conoscere le caratteristiche e proprietà degli alimenti, è necessario però possedere anche il giusto orientamento per compiere scelte d’acquisto consapevoli e assumere abitudini alimentari corrette e positive per salute e benessere. |
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Italiani sempre piu' pigri in cucina: aumentano del 7,1% le imprese che producono piatti pronti, precotti e take away, portando a 30.297 le attivita' nel 2011, contro le quasi 28.300 del 2010, con un peso del 33,9% sul totale delle imprese italiane del settore alimentare. E' quanto emerge da un'elaborazione della Camera di commercio di Milano su dati registro imprese al terzo trimestre 2010 e 2011. |
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"Oltre centomila tonnellate di frutta, verdura, fiori e latte buttati o rovinati, duecentomila ore di lavoro perse nella raccolta, magazzinaggio e lavorazione dei prodotti e 200 milioni di euro di danni nella filiera agroalimentare, mentre i consumatori in una settimana hanno tagliato del 30 per cento gli acquisti di frutta e verdura, i cui prezzi sugli scaffali sono, per alcune categorie di ortaggi, addirittura raddoppiati". Questo il bilancio dei danni provocato dallo sciopero dei tir, così come tracciato dal presidente della Coldiretti Sergio Marini. |
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Il primo esposto inviato dal nostro sito al Giurì dell'autodisciplina pubblicitaria per censurare il messaggio di Antonella Clerici è stato respinto.
Il Giurì ci ha scritto dicendo che:
1) Non è riuscito a trovare la pubblicità (!)
Tutto ciò è molto strano visto che la campagna è apparsa più volte sui più importanti quotidiani nazionali occupando ogni volta una pagina intera, e comunque bastava fare una telefonata in redazione per avere precise informazioni)
2) In fondo è vero quando dice Ferrero che il gelato aiuta la digestione (!) |
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Il miele è stato il primo dolcificante e, grazie al suo elevato potere calorico, è un ottimo alimento che può essere utilizzato in tutte le età e condizioni fisiologiche. Dalla produzione del miele si ottengono anche il “propoli” e la cera. In particolare al primo sono attribuite alcune proprietà terapeutiche per cui ne viene fatto uso in medicina come prodotto naturale mentre la cera trova impiego in varie lavorazioni artigianali ed industriali.
Nelle condizioni naturali le api trasportano il nettare che raccolgono dai fiori nei “fuchi” dove, mediante un processo di conservazione del tutto “naturale”, si trasforma in miele in quantità sufficienti per l’alimentazione di tutti gli insetti che “frequentano” l’alveare e come prodotti “complementari” utili per la vita dell’alveare stesso, vengono prodotti anche il “propoli” ed la cera. |
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La presenza di residui di sostanze chimiche (farmaci, ormoni, metalli pesanti, diossina, ecc.) negli alimenti di origine animale è una delle maggiori preoccupazione dei consumatori. Si tratta di un problema ben presente alle Autorità sanitarie comunitarie e nazionali e per tale motivo ogni anno i singoli Stati dell’UE debbono svolgere un piano per la ricerca di residui di sostanze chimiche in tutti gli alimenti di origine animale (carne, latte, uova e miele) su un numero di campioni che viene definito di anno in anno. |
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La comparsa della colorazione blu delle mozzarelle è un fenomeno che si verifica in modo episodico e che desta allarme nei consumatori.
I formaggi, nella maggior parte dei casi, prima di essere consumati, subiscono un processo di stagionatura che avviene grazie all’azione di microrganismi che trasformano lentamente alcuni costituenti del latte migliorandone le caratteristiche organolettiche e consentendone una conservazione per tempi prolungati.
Alcuni formaggi, come la mozzarella, vengono consumati freschi e non subiscono nessun processo di maturazione. Ovviamente non si tratta di prodotti sterili, ma in essi si trovano molti microrganismi, come i lattobacilli, che una volta ingeriti, possono anche avere una azione “probiotica” e quindi essere utili al nostro organismo.
E’ importante che nella caseificazione vengano rispettate rigorose norme igieniche tali da impedire che nei formaggi siano presenti microrganismi potenzialmente dannosi per la salute dei consumatori. |
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