Notizie recenti

Newsletters

 
 
Accedi

Login to your account

Username *
Password *
Remember Me

di Silvia Pasqualotto

Un recente studio dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare ha catalogato le principali malattie che gatti, cani e altri animali possono trasmettere all’uomo. Un rischio contro il quale siamo poco preparati

Pochi lo sanno ma cani, gatti e animali domestici possono rappresentare dei potenziali pericoli per l’uomo. Ben nascosti sotto la loro folte pelliccia – ma anche tra le loro piume nel caso di pappagalli e canarini - si possono annidare infatti i cosiddetti “vettori”. Vengono chiamati così gli insetti come moscerini, zanzare, zecche, pulci di mare che possono essere, appunto, un veicolo di malattie infettive.

Si tratta sia di patologie conosciute sia di malattie poco diffuse perché provenienti da luoghi molto lontani. Ma a caratterizzare le malattie trasmesse dai vettori è soprattutto il fatto che non esistono, per il momento, dei rimedi per proteggersi, visto che questi parassiti possono arrivare fino a noi persino trasportati dal vento. Per capire quali sono le principali patologie e quanto esteso è questo rischio, l’Unione europea ha recentemente commissionato all’European food safety authority (Efsa) uno studio su questo tema. Per capire che cosa è emerso e come proteggersi, ne abbiamo parlato con un portavoce dell’Efsa.

Quali sono le malattie più diffuse? L’ultimo rapporto di Efsa ha classificato 36 malattie provocate dai cosiddetti vettori. Bovini, ovini, caprini, suini, equini e pollame – ha spiegato un portavoce di Efsa - sono colpiti da infezioni virali, alcune delle quali trasmissibili all’uomo, come ad esempio:

  • La cosiddetta “malattia del Nilo Occidentale”, trasmessa in Europa principalmente da zanzare del genere Culex , responsabili dell’infezione in numerosi cavalli nei Paesi del Mediterraneo e di 624 casi umani in Grecia e 148 in Italia dal 2010 ad oggi;
  • la bluetongue o febbre catarrale degli ovini. È una malattia che dal 2000, anno della sua prima comparsa in Italia, ha periodicamente causato estese epidemie nei greggi ovini di molti Paesi dell’Unione europea;
  • la Lumpy skin disease o dermatite nodulare dei bovini. È una patologia che è entrata in Europa dalla Grecia e da qui, nel 2016, si è diffusa in molti paesi dell’area balcanica. Si tratta di una malattia che si trasmette attraverso lo stretto contatto tra animali infetti e sani, sia tramite diverse specie di insetti.

Se si considerano invece gli animali da compagnia, come cani e gatti, le infezioni più diffuse sono la leishmaniosi e la filariosi cardio-polmonare del cane, che vengono trasmesse dai pappataci (il nome scientifico è flebotomi) e dalle zanzare. “La leishmaniosi in particolare - spiega l’esperto dell’Efsa - presente in diversi paesi del Mediterraneo, Italia inclusa, è rischiosa per l’uomo, soprattutto in soggetti immuno-compromessi”.

All’elenco delle malattie presenti in alcune zone dell’Unione Europea, l’Efsa aggiunge anche quelle infezioni che, pur non essendo ancora arrivate, sono ad alto rischio di introduzione. “Ne potrebbero essere citate diverse, ma probabilmente, la febbre della Valle del Rift (Rift Valley fever) ha tra tutte una rilevanza particolare. Si tratta di un’infezione in grado di colpire l’uomo e creare danni anche a bovini, ovini e caprini. È trasmessa dalle zanzare e, al momento, è presente in molti paesi dell’Africa sub-sahariana con periodiche apparizioni nel sud dell’Egitto e in Mauritania”.

Attraverso quali canali arrivano in Italia? In passato uno dei canali principali era il commercio internazionale di animali. Oggi però, precisa l’Efsa, questo settore è regolato da leggi comunitarie e norme internazionali che minimizzano il rischio di introduzione delle malattie attraverso l’ingresso di animali infetti. “Il rischio ovviamente non può essere considerato pari a zero – continua l’agenzia - ma è possibile affermare che l’attuale sistema di controlli è tale da rendere tale evenienza poco probabile”. Nel caso dell’Italia, fa sapere Efsa, i due canali di ingresso principali sono gli uccelli migratori che provengono dall’Africa e il vento. Studi scientifici hanno infatti dimostrato che zanzare e piccoli insetti possono coprire distanze enormi quando vengono trasportati dal vento.

Il fenomeno è cresciuto o diminuito rispetto al passato? “La frequenza con la quale queste malattie sono state rilevate negli ultimi venti anni, è maggiore rispetto al passato”, fa sapere l’Efsa che però precisa come sia difficile dire “quanto sia da imputare ad un reale aumento del fenomeno e quanto, invece, derivi da una cresciuta sensibilità delle autorità sanitarie nei confronti di questi problemi”.

È però innegabile che fenomeni come il riscaldamento globale hanno effetti diretti sulla presenza e densità degli insetti vettori.

Inoltre, secondo Efsa, anche “le attività dell’uomo, modificando le condizioni naturali o i livelli di controllo sanitario, possono influenzare la comparsa o la diffusione di tali infezioni”. Solo per fare un esempio: “La rapida diffusione della Lumpy skin disease in Medio Oriente è collegata al conflitto in Siria. La guerra ha, infatti, impedito qualsiasi azione di controllo da parte delle autorità veterinarie siriane. Inoltre, lo spostamento non controllato di animali al seguito dei profughi in fuga dalla guerra ha ulteriormente facilitato la rapida diffusione in Medio Oriente e nei paesi balcanici”.