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A oltre due anni dal varo della “carta dei servizi sanitari” avvenuta nel Luglio 2008, essa dimostra la propria inadeguatezza, dimostrando di essere solo una generica brochure di presentazione dell’Azienda Sanitaria, elaborata per di più non in conformità alle disposizioni normative vigenti, non vengono definiti infatti elementi essenziali per il controllo, da parte dei cittadini, sulla qualità del servizio reso ( ad esempio non vengono indicati i tempi di attesa, i tempi di erogazione delle prestazioni, nè le modalità per sporgere i relativi reclami.
Nata con la Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 27 Gennaio 1994, la Carta dei servizi pubblici sanitari è un documento redatto dalle aziende sanitarie che deve contenere oltre alle informazioni sull’organizzazione aziendale, l’accesso ai servizi, la prestazioni offerte e gli standard qualitativi che l’azienda si impegna di raggiungere, soprattutto l’accesso con facilità all’inoltro di reclami in caso di disservizi riscontrati dai cittadini.
Il cittadino infatti deve avere la possibilità di segnalare tutte le inadempienze delle ASL alla Direzione Sanitaria, nonché all’Assessorato Regionale alla Sanità, che per legge sono obbligati a darne riscontro entro 30 giorni dalla richiesta.
La Carta dei servizi costituisce quindi per il cittadino uno strumento effettivo sui servizi sanitari erogati e sulla loro qualità, ovvero sugli aspetti legati ai tempi di attesa, alla semplicità delle procedure, all’informazione, all’orientamento e all’accoglienza, all’adeguatezza degli ambienti, alle relazioni sociali e umane.
Niente di tutto ciò è riscontrabile nella carta dei servizi sanitari dell’Azienda Ospedaliera di Reggio Calabria, afferma l’Avv. Saverio Cuoco, responsabile regionale dell’Unione Nazionale Consumatori, se non una generica guida ai vari servizi offerti, senza attribuzione al cittadino di un vero e proprio potere di controllo sulla qualità del servizio pubblico che gli viene fornito, eppure il paziente…… “ma non troppo”, ha il diritto di sapere i tempi di attesa per un esame clinico, diagnostico o per una visita specialistica.
La normativa vigente inoltre prevede (ma la carta dei servizi non cita) che nel caso in cui il servizio reso è inferiore per qualità e tempestività agli standard pubblicati all’interno della carta dei servizi sanitari, (nessun cenno viene fatto in proposito dall’azienda ospedaliera di Reggio Calabria), l’Azienda è tenuta a risarcire il cittadino.
La legge stabilisce i tempi massimi per le prestazioni sanitarie che sono fissati in 30 giorni per quelle specialistiche e 60 per la diagnosi strumentale, inoltre la recente Legge 120 dl 2007 prevede un monitoraggio aziendale dei tempi di attesa delle prestazioni erogate nell'ambito dell'attività istituzionale, al fine di assicurare il rispetto dei tempi medi fissati da specifici provvedimenti; attivazione di meccanismi di riduzione dei medesimi tempi medi; garanzia che, nell'ambito dell'attività istituzionale, le prestazioni aventi carattere di urgenza vengano erogate entro 72 ore dalla richiesta.
Questi tempi però presso l’Azienda Ospedaliera Bianchi-Melacrino-Morelli non vengono rispettati quasi mai (tempi biblici per una ecografia, mammografia e così via) e chi ci rimette, tanto per cambiare, sono i cittadini. E non stiamo parlando di cittadini qualunque, ma di malati. E la differenza, in questo caso, è notevole, per cui molti cittadini non potendo aspettare i lunghi tempi delle liste d' attesa , si rivolgono a studi privati, sostenendo costi maggiori.
Il “Centro difesa del malato” operativo presso l’Unione Nazionale Consumatori Calabria, che ha per scopo la difesa e la tutela della salute come bene imprescindibile dell’essere umano, diffida l’Azienda Ospedaliera “Bianchi Melacrino Morelli” a uniformarsi alla normativa vigente in materia di contenuti della Carta dei servizi sanitari, inoltre provvederà a tutelare anche in sede giudiziaria coloro i quali per patologie varie sono costretti a rivolgersi con carattere di urgenza a strutture private sostenendo costi sensibilmente maggiori di cui si chiederà il rimborso al Servizio Sanitario Nazionale.
Il contenzioso sanitario coinvolge cittadini, operatori e strutture sanitarie ed è aumentato notevolmente negli ultimi anni, per una maggiore consapevolezza dei propri diritti da parte dei cittadini.
Chiunque volesse reperire ulteriori informazioni potrà rivolgersi al “Centro difesa del malato” dell’Unione Nazionale Consumatori Calabria telefonando allo 0965/899980 – 24793 o collegandosi al sito internet  www.uniconsum.it