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Siamo alle solite, sostengono molti cittadini calabresi che hanno contattato l’associazione in questi giorni anche per  l’influenza H1N1, si procede come sempre a tentoni tra allarmismi e rassicurazioni, tra chi registra un lento ma costante aumento di decessi in Italia dovuti all’influenza A e denuncia i gravi ritardi nella distribuzione delle dosi di vaccini antinfluenzali e chi continua a sostenere che la pandemia rientra nell’ordine statistico dei casi influenzali di stagione.
L’Unione Nazionale Consumatori Calabria, non vuole certo creare allarmismi in merito, ma quello che sta accadendo in questi giorni ha dell’inverosimile e rispecchia in pieno la confusione che regna ancora una volta nel settore sanitario, nel mettere in piedi una macchina efficiente, che allertata ormai da diversi mesi avrebbe dovuto gestire e contrastare adeguatamente l’epidemia influenzale H1N1.
Molte sono le telefonate che giungono al responsabile del settore sanitario del centro di orientamento giuridico del consumatore dell’Unione Nazionale Consumatori Calabria Dott. Antonio Milardi con richiesta di chiarimenti circa l’allarme suscitato dai continui casi di contagio da influenza H1N1, diffusi dai mass-media, nonché sui soggetti che hanno diritto ad essere sottoposti a vaccinazione e soprattutto sui possibili rischi della stessa.
A settembre era stata annunciata l’apertura di 800 studi di medici di famiglia per almeno 10 ore continuative insieme al rafforzamento della guardia medica ed all’attivazione di un numero verde per chiedere informazioni ed ancora oggi nulla di tutto ciò si è avverato, il numero verde risulta attivato solo nella Regione Campania e Lazio, doveva funzionare tutto alla perfezione: il piano nazionale di distribuzione delle dosi e i singoli piani di intervento delle regioni cui compete la campagna di vaccinazione ed invece la rapida propagazione del virus ha messo a nudo le pecche del sistema di prevenzione allestito per fronteggiare l'AH1N1. La maggior parte delle ASL è ancora ferma alla cosiddetta fase 1, ossia alla vaccinazione degli operatori sanitari, mentre i medici di famiglia chiedono alla sanità pubblica di accelerare quanto più possibile la campagna di vaccinazione, per arrivare a coprire nel giro di pochi giorni almeno i soggetti affetti da patologie croniche e i bambini. Farlo tra due mesi, dicono gli esperti, sarebbe inutile, perchè il picco sarebbe ormai passato.
Già nella fase 1 si sono verificati i primi ostacoli, infatti numerose dosi di vaccino antinfluenzale H1N1 sono state distribuite alle ASL e presso i vari presìdi militari in virtù delle adesioni inoltrate, cioè delle richieste avanzate, ma non tutti i richiedenti hanno poi voluto sottoporsi alla vaccinazione, allora tali dosi inutilizzate nella fase 1 come saranno impiegate? Dovrebbero essere restituite ai centri di distribuzione per essere reimpiegati nelle successive fasi previste dalla campagna antinfluenzale, ma chi garantisce sulla corretta conservazione delle stesse?
Da una parte si assiste ad iniziative di associazioni che chiedono a gran voce la liberalizzazione totale dei vaccini antinfluenzali H1N1 in modo da consentire a chicchessia di potersi vaccinare, di converso  si è fatto largo un “partito anti-vaccinazione” che avverte e mette in guardia da possibili  controindicazioni. Diventa allora fondamentale riuscire a comprendere vantaggi e potenziali rischi, dell'immunizzazione, al fine anche di dare in maniera consapevole il proprio “consenso o dissenso informato” alla vaccinazione, ma anche per consigliare appropriatamente i propri familiari che non potranno né informarsi né proteggersi: i bambini e gli anziani..
L’Organizzazione Mondiale della Sanità, non ha dubbi sull'utilità del vaccino contro la «nuova influenza». E giudica colpevole il comportamento di chi pur rientrando fra le categorie a rischio, rifiuta la somministrazione, sostenendo che è l'arma più efficace per lottare contro il virus, arma però snobbata anche da moltissimi medici     
Da una parte il rischio della malattia e dall'altra il rischio della vaccinazione antinfluenzale: la scelta per il vaccino dovrebbe basarsi su dati certi che invece risultano confusi e più spesso dettati da orientamenti estemporanei piuttosto che su dati testati scientificamente.
La salute pubblica è un bene prezioso per cui i cittadini hanno il diritto di sapere con estrema chiarezza e trasparenza se il vaccino antinfluenzale H1N1 contiene elementi tossici per la salute, in particolar modo un adiuvante tossico che è stato aggiunto per lo sforzo di cercare di accrescerne la bassissima efficacia; se corrisponde al vero che in altri Paesi dell’Unione Europea è stato somministrato un diverso tipo di vaccino  molto più innocuo, perché per la somministrazione dello stesso a differenza del vaccino antinfluenzale normale, è richiesto il consenso informato, perché a tutt’oggi non è presente nelle quantità necessarie, perché nella fase 2 è prevista la vaccinazione per i cittadini inferiori a 64 anni con patologie e non per coloro che hanno qualche anno in più, cosa ha fatto la Regione Calabria nell’organizzare gli studi medici di famiglia (che a tutt’oggi però non hanno ricevuto alcuna direttiva), nel predisporre il numero verde per le informazioni e soprattutto nell’organizzazione della distribuzione dei vaccini H1N1, considerato che il Ministro della Salute ha avvertito che le dosi sono state inviate alle Regioni per tempo e le inefficienze sono imputabili solo alle stesse.  
Vorremmo che le istituzioni competenti, facessero finalmente chiarezza in merito, perché la salute pubblica è un bene troppo prezioso per improvvisare, mentre è necessario estrema chiarezza e comunicazioni adeguate.