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Il 118 è un servizio pubblico di pronto intervento sanitario 24 ore su 24 che esplica un attività, rivolta alle sole urgenze, su tutto il territorio nazionale.
L’emergenza sanitaria comprende situazioni che per imprevedibilità e gravità mettono rapidamente a repentaglio l’integrità fisica e la sopravvivenza dell’individuo, una inutile, dannosa, ingiusta perdita di tempo per chi alla fine ha il diritto di cure tempestive può considerarsi letale per l’individuo. In queste situazioni, in qualsiasi momento il 118 da una risposta alle richieste sanitarie urgenti del cittadino.
Inoltre il servizio 118 è strutturato in modo tale che la linea telefonica deve essere sempre libera anche se altri cittadini in contemporanea compongono lo stesso numero.
Questo è quanto prevede in teoria il servizio di emergenza 118 per chi componga il suddetto numero telefonico, ma purtroppo accade che in un giorno di ottobre una famiglia trovandosi in una situazione di assoluta emergenza per complicanze cardiache di un congiunto, abbia composto ripetutamente il suddetto numero telefonico,  senza ricevere dall’altro capo del telefono alcuna risposta, ovvero la linea risultava perfettamente libera ma nessuno rispondeva alla richiesta di aiuto.
Visti vani i tentativi di mettersi in contatto con il servizio di emergenza sanitaria, non rimaneva altro ai familiari che rivolgersi al 113 servizio di emergenza della Polizia di Stato, che riusciva finalmente a mettersi in contatto con il 118 ed allertare un’ambulanza presso l’abitazione del malcapitato, quando ormai non c’era più nulla da fare.
Le telefonate ricevute dal servizio118, sono registrate, ed è attivo il servizio di visualizzazione automatica del numero telefonico del chiamante, infatti attraverso le prime cifre del numero telefonico viene identificata la centrale TELECOM da cui viene la richiesta, e permette quindi di evidenziare se, ad esempio in caso di omonimia del nome della via, la richiesta non proviene dalla città ma da un Comune della Provincia, inoltre attraverso le chiamate telefoniche si cerca di capire anche la gravità dell’evento, fornendo immediatamente le necessarie istruzioni che il caso richiede, ma se dall’altro capo del telefono nessuno risponde tutto ciò è assolutamente inutile.
Per tale motivo, l’Unione Nazionale Consumatori Calabria, attraverso il proprio Presidente Regionale Avv. Saverio Cuoco ha inoltrato tramite l’avv. Sonia Pellicanò una denuncia alla Procura della Repubblica, affinché previa verifica dei tabulati telefonici, venga accertata ogni fattispecie di responsabilità per la grave negligenza dimostrata nell’occasione dai responsabili del 118 in servizio in quel determinato orario di quel giorno.
Si tratta di un caso gravissimo che non deve assolutamente ripetersi  perché chi ricorre al servizio 118, in caso di incidente stradale, di malore improvviso o altra emergenza non può non ottenere alcuna risposta dall’altro capo del telefono, quando in gioco è il bene primario della salute di ogni cittadino, costituzionalmente garantita dall’art. 32 che la definisce “come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività   e che l’intervento immediato a volte per soli pochi secondi può essere determinante nel salvare una vita umana.
Anche questa è malasanità sulla quale l’Unione Nazionale Consumatori Calabria oltre a volerci vedere chiaro, intende verificare se trattasi di un episodio isolato o si sono verificati a tale proposito altri casi analoghi e non denunciati secondo quanto afferma in una recente indagine il CENSIS secondo la quale il 60% dei casi di malasanità non viene denunciato, per impossibilità a sostenerne le spese economiche giudiziarie, per cui al danno patito si aggiungerebbe anche la sofferenza della negazione della giustizia per mancanza di denaro.
Chiunque volesse segnalare casi del genere che quotidianamente mettono a repentaglio la salute umana per negligenza, imperizia, superficialità, ecc.ecc. potrà mettersi in contatto con l’associazione sul sito internet www.uniconsum.it